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L’oro perduto

Recentemente è stato ritrovato nelle profonde gallerie montane vicino Wałbrzych (Polonia) un convoglio ferroviario lungo 150 metri che  conterrebbe circa 300 tonnellate d’oro in lingotti, nonché un imprecisato numero di gioielli, opere d’arte e armi trafugate dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale. Questo carico sarebbe appartenuto all’esercito regolare tedesco la Wermacht che durante la ritirata dalla campagna sovietica è riuscito a sistemare in questa galleria. Il tunnel nel corso degli anni è stato chiuso e al suo interno sono stati dimenticati i vagoni ferroviari. Questo è uno dei tanti tunnel nei quali Hitler depositò i tesori razziati durante la tutta la seconda guerra mondiale. Al di là della storia in sé, che rappresenta sicuramente argomento d’interesse per gli amanti dei tesori nascosti, è sotto il profilo storico che la vicenda acquisisce una valore quantomeno affascinante. Si è calcolato approssimativamente che, durante il periodo bellico,la Germania trafugò circa 500 milioni di dollari in oro dalle banche centrali dei Paesi europei, senza contare quello razziato ai privati  si consideri che fedi nuziali, orologi, protesi dentali e persino occhiali da vista venivano requisiti, catalogati e conservati nei caveau della Reichsbank sul conto bancario del sedicente Max Heiliger. Il fatto che comunque diviene più rilevante è che il tesoro del Terzo Reich lentamente venne depositato in alcuni caveu in Svizzera (Zurigo) dove ancora oggi, perlomeno da alcune ricerche effettuate da esperti di urbanistica, sotto ai marciapiedi della città elvetica potrebbero esserci lunghissimi corridoi costruiti appositamente per depositare oro e opere d’arte. E’ importante rilevare che la Svizzera ha giocato un ruolo importantissimo durante il secondo conflitto mondiale perchè senza la Svizzera, Hitler avrebbe perduto tutto già a partire dal 1943.  I franchi svizzeri erano diventati il motore della guerra nazista. Le banche e il governo si sono arricchiti. E, a guerra finita la Svizzera ha raccontato la grande menzogna della neutralità. Inutile dire che i banchieri svizzeri erano perfettamente a conoscenza dell’immoralità di tale operazione, ma ieri come oggi ogni senso morale si estingue velocemente di fronte a lingotti a 18K. Ancora da sottolineare come nel lago Toplitz in Austria furono rivenute casse colme di dollari e sterline contraffatti (stampati illegalmente con lo scopo di far crollare le economie inglesi e statunitensi), ma dal 2009 le autorità forestali hanno interrotto qualsiasi ricerca. Lasciando da parte le speculazioni pseudo-archeologiche, resta l’importante danno economico apportato dai nazisti alle economie europee (e ai privati cittadini).  Per garantirne l’indennizzo fu costituito un Pool internazionale con il compito di assegnare le restituzioni, con equità e in proporzione ai danni subiti.

Money pit

Nuova Scozia (USA) – Oak Island
La cosiddetta “isola dei Templari” da oltre duecento anni è soggetta a numerose ricerche a cui sono seguiti scavi per costruire pozzi nell’ipotesi piu’ remota che sotto a quel terreno ci siano enormi quantità di tesori custoditi da molti secoli, ancora prima della scoperta di Colombo. Tutto ebbe inizio nel 1795 quando un giovane di nome Daniel McGinnis, aggirandosi per l’isola, s’imbatte in una depressione circolare nel terreno sopra la quale nota una carrucola fissata al ramo di una quercia. Il giorno dopo Daniel, in compagnia di due amici al corrente di antiche leggende locali su pirati e tesori nascosti, iniziarono gli scavi. Ma ben presto si resero conto che quella depressione nascondeva un pozzo assai particolare. Andando in profondità, ogni tre metri trovavano una piattaforma di tavole in legno di quercia ma, arrivati al terzo strato, furono costretti ad abbandonare l’impresa, troppo ardua per loro. Nacque così la leggenda di Oak Island. Quel pozzo prese il nome di Money Pit, il pozzo del denaro. Nel 1802, una compagnia privata, la Onslow Company, dando credito alle storie, riprese gli scavi. Furono trovati alcuni strati di carbone e argilla ma, soprattutto, fibre di cocco, che sicuramente non erano del luogo, perché in Canada la palma da cocco non cresce.  A 30 metri di profondità il morale degli uomini andò alle stelle. Si trovarono di fronte a un’enorme lastra di pietra che recava incisioni indecifrabili. Era ormai notte quando, sondando il terreno sottostante con un piede, sentirono qualcosa di resistente. Si dice che fosse lo scrigno di un possibile tesoro, o un’altra lastra.I lavoratori, esausti, decisero di rimandare la scoperta al giorno dopo, ma li aspettava una brutta sorpresa. Nel corso della notte l’acqua dell’Atlantico aveva completamente allagato il pozzo, e i tentativi di svuotarlo furono vani, il livello dell’acqua rimaneva costante. Era come se, per svuotare il pozzo, bisognasse svuotare l’intero oceano. Nel corso degli anni sono stati fatti circa un altro centinaio di tentativi, l’ultimo dei quali, datato 1966, fu un ennesimo insuccesso.Sono state avanzate varie ipotesi sul presunto tesoro che il Pozzo del Tesoro di Oak Island custodirebbe gelosamente. C’è chi pensa che si tratti del tesoro della corona inglese, o del tesoro dei Cavalieri Templari tra cui il Sacro Graal e l’Arca dell’alleanza. Il pozzo delle monete non ha ancora dato alla luce quanto ha nel grembo e le supposizioni come gli scavi si moltiplicano ogni volta si parla di Oak Island. Numerose sono le compagnie che vogliono aggiudicarsi gli appalti per gli scavi ma i presupposti per arrivare a toccare il fondo del pozzo creano una grande forza di attrazione che potrebbe portare anche al crollo del mito e all’illusione. Rimane comunque la certezza che chiunque abbia costruito il pozzo, e qualunque cosa c’abbia nascosto dentro, sicuramente voleva che non venisse disseppellita facilmente.