Simbologie (prima parte)

Nella storia dell’Europa e della cultura europea, paganesimo e cristianesimo si sono, oltre che combattuti senza pietà (soprattutto da parte cristiana, le cui persecuzioni contro i pagani furono assai più violente, spietate e prolungate nel tempo di quelle pagane contro i cristiani) variamente sovrapposti, intrecciati, mescolati. Il cristianesimo ha sempre dato la caccia ai tempi pagani al punto di distruggerli, incendiarli facendo sorgere anche chiese, cattedrali e esponendo statue di santi e di raffigurazioni angeliche. Tutto questo è stato fatto nel corso dei secoli con enorme disinvoltura. In pratica tutto ciò che era troppo radicato nella coscienza europea per essere proibito o estirpato, venne “battezzato”, dalle divinità trasformate in santi, al samain celtico convertito nella festività di ognissanti, alla celebrazione del solstizio d’inverno trasformata nel cosiddetto natale di Gesù Cristo (che nessuno sa quando sia effettivamente nato), e via dicendo. I pagani sostenevano che i cristiani commettevano atti di cannibalismo mangiando l’ostia consacrata che stando ai dogmi cristiani è la raffigurazione del corpo di Gesu’ Cristo; il teofagismo. Un complesso mitico-simbolico particolarmente importante che si è prestato a questa operazione che gli storici hanno chiamato di inculturazione, ma che noi potremmo anche chiamare di appropriazione indebita, è rappresentato dal Santo Graal, uno di quei miti-simboli potenti che ci fanno capire che il cristianesimo ha trasformato in quel calice dove venne racchiuso il sangue (in una prima considerazione) di Gesu’ Cristo crocifisso, oppure (in una seconda considerazione) la coppa dove fu raccolto il vino durante l’ultima cena. Il paganesimo già conosceva il Graal dove Re Artù ha perso la regalità a causa dell’inconsapevole incesto con Morgana e deve essere riconsacrato con quella che verosimilmente era stata la coppa della sua incoronazione primitiva. Il cristianesimo ha fatto piazza pulita dei riti e delle simbologie pagane riportandole nella Bibbia, nei Vangeli e nelle decorazioni e affreschi sacri dentro a chiese e basiliche sovvertendo ogni valore e concetto primordiale a propria immagine e somiglianza.

(prima parte)