Coloro che sono di là

Mi piace pensare e spero davvero che sia proprio cosi, che tutti noi una volta giunti al termine della nostra attuale esistenza umana, dopo aver fatto una delle tante esperienze di reincarnazione, passiamo in una seconda fase che gli stereotipi hanno definito come l’al di là. Un mondo parallelo al nostro, oppure una dimensione spirituale aliena che ci consente di ritrovare noi stessi dopo la morte e di ritrovare loro stessi già precedentemente arrivati. Ma quando siamo ancora vivi come possiamo comportarci con coloro che sono andati di là? Basterebbe una preghiera ed un ricordo, molti direbbero, ma non è semplicistico? Non lo trovate troppo banale? Dobbiamo e possiamo fare di più con il nostro pensiero. I nostri pensieri sono qualcosa di reale anche per loro. Essi percepiscono infatti la luce della verità spirituale, per cui la cosa più bella, il regalo più grande che possiamo fare, è leggere per loro qualcosa che abbia un vero contenuto spirituale. In questo modo, il pensiero luminoso si solleva verso loro, fino alle regioni dello Spirito o a dimensioni aliene, mentre essi irradiano le loro forze giù sui viventi. Noi dovremmo pensare, parlare, agire con la coscienza di poter reggere lo sguardo dei nostri cari che sono tornati “lassu'”. Certo è comprensibile che noi piangiamo i nostri cari defunti, ma se non possiamo superare questo stato d’animo, significa che non abbiamo fiducia nella sapienza che regna nel mondo e il desiderio che il nostro caro non sia morto e che si trovi ancora con noi, è un sentimento che danneggia l’anima che sta per affrontare il viaggio verso la disincarnazione. Possiamo facilitare il loro percorso di ascesa soltanto se abbiamo la giusta consapevolezza che la sapienza che regna nel mondo, ha voluto prenderli con sé nel momento giusto, perché essa aveva bisogno di loro, in un campo dell’esistenza diverso da quello della vita terrena. L’attaccamento alla materialità ci impedisce di lasciare andare coloro che hanno terminato il loro compito sulla Terra. Coloro che sono passati oltre si muovono in mezzo a noi, essi restano legati con gli esseri della Terra, fili di contatto scendono da essi verso l’esistenza terrena. Noi non possiamo né sentire né volere, senza che nel nostro sentire e nel nostro volere non operino queste entità, che erano legati karmicamente a noi. Una verità? Forse si, forse no, ma una buona preparazione spirituale porta a livelli di consapevolezza molto importanti e per contro possiamo avere in cambio gli aspetti più intimi della spiritualità.