L’oltre vita

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Abbiamo voluto intitolare questo articolo:”L’oltre vita” perchè riteniamo che la morte dopo la vita non è solo materiale scientifico ma è anche una vera e propria realtà spirituale che emerge attraverso le testimonianze di coloro che hanno provato questa “sensazione” di essere catapultati fuori  dal proprio corpo. Nell’epoca contemporanea, intrisa di scientismo e materialismo, la maggior parte degli scienziati ritiene che il concetto di vita ultraterrena o è una sciocchezza, oppure, se realmente esistesse, è completamente indimostrabile. La morte fa paura. Perchè? Cosa temiamo della morte e del passaggio immediato tra il mondo terreno e l’altra dimensione? La risposta, anche se non precisa nei suoi particolari è racchiusa nell oblio che sospinge la nostra coscienza, o anima, a temere quello che poi succederà. L uomo in quanto essere umano vuole vivere e sente se stesso come un essere creato per vivere e il rischio che corre nell’essere consegnato al non-essere, è fonte di una profonda angoscia esistenziale.Se da una parte le religioni, sapienze antiche, prospettano la certa continuazione della vita nell’aldilà, fornendo una straordinaria mitigazione della paura della morte e un sostanziale significato alla vita del credente, la società contemporanea tende ad esorcizzare la paura della morte o cancellandola dall’esperienza quotidiana, evitando di parlarne o di pensarvi. La scienza prova a dare spiegazioni ma le teorie sono sempre inferiori alle pratiche da mettere a conoscenza, solamente chi ha provato a percorrere un viaggio extracorporeo una volta ritornato ha portato la testimonianza che nell’oltre vita esiste qualcosa di concreto. Chi affronta questi viaggi oltre lo spazio–tempo scopre che la morte non esiste e, non essendo affatto un’esperienza traumatica ma solo un passaggio di dimensioni, non ne ha più paura. Ed ecco che la vita, per chi accoglie la morte senza paura e con essa la certezza della sopravvivenza, assume un altro colore, diventa un cammino più facile e gioioso, dove non esiste più nessun problema che non possa essere risolto, nessun timore che non possa essere fugato, nessun dolore che non possa essere placato. Il mistero è racchiuso nell’oltre vita ma nonostante tutto le risposte giungono improvvise e inaspettate, quando ci si cala dentro di sé, nel profondo, durante una meditazione o un esercizio di respirazione. In quel frangente il mistero della vita e dell’oltre vita si mettono alla pari perchè vita e morte non sono esperienze separate, ma fanno parte di un ciclo che si ripete all’ infinito finché non usciamo dalla catena delle esistenze per conquistare finalmente la vita dello spirito, che tuttavia non è raggiungile solo nell’altra dimensione, ma anche qui ed ora da coloro che hanno appreso ad ascoltare la sua voce.

Ritorno al passato

Spesse volte ci può capitare di rivivere delle situazioni, dei luoghi di cui noi siamo stati protagonisti in passato. Questo fenomeno si chiama Dejavu o paramnesia. E’ un fenomeno che si presenta in vari gradi di intensità. Si va da sensazioni imprecise, fino ad una percezione esatta dei dettagli. Vi sono stati dei casi nei quali una persona, trovandosi per la prima volta in un luogo, non solo ha provato la sensazione precisa di esservi già stata, ma ha descritto locali vicini, con dovizia di particolari, prima di metterci piede. Moltissime sono le interpretazioni e spesso anche suggestive come quella di considerarlo come ad un fatto legato alla reincarnazione anche se spesso i fenomeni avvengono nella vita attuale, nello stato presente e non in una vita precedente. Il dejavu potrebbe essere un ritorno al passato alimentato da una proiezione mentale stimolata dalla memoria che rigenera quelle scorie mnemoniche che “dormono” annidate sul fondo dell’inconscio. E’ un risveglio vero e proprio ma che la scienza ovviamente non può tenerne conto in quanto non è dimostrabile. Teniamo in seria considerazione un fatto: il dejavu è un processo telepatico inconscio perchè potremmo anche aver ricevuto delle immagini o dei pensieri di persone presenti, che vivessero ricordi loro, e assumerli come propri a livello di coscienza. Potrebbe anche trattarsi di un processo catatimico cioè un processo psicologico che produce stimolazioni e provoca quindi insoliti fenomeni paranormali; un esempio: vedere un colore e associarlo ad un suono, ad una melodia  Il dejavù quindi non sarebbe altro che un associazione che il piano affettivo-emotivo crea, formando di conseguenza un immagine. Questi fenomeni, quasi paranormali si suddividono in tre categorie: premonitori che si ripetono per più tempo e indicano che si sta attraversando una fase di ampie scelte nella vita. Dejavu di conferma; è il più comune ed indica che si sta attraversando in modo divino e perfetto la propria esperienza umana nella giusta via e infine dejavu di stallo: avviene quando un dato Déjàvu si palesa in un momento difficile della vita. Questo può avvenire soltanto se cit troviamo in periodi difficili e pesanti. È proprio un campanello d’allarme che presagisce un possibile crollo interiore profondo.