Ogni cosa al suo posto

I tempi sono sempre gli stessi. Non possiamo esercitare potere alcuno sul governo o sui governi. Se vogliamo estendere la nostra “politica” di difesa contro una tirannia che ha per base l’auto proclamazione, dobbiamo pensare ed agire con le stesse misure adottate da quella forma governativa che rende sottomessa un’intera nazione. Nel nostro Paese, come nel resto della comnità europea, i governi sono sottoposti a degli enormi sforzi economici per il risanamento dei loro debiti pubblici. Causa di questo malesssere economico è la mancanza di sinarchia dovernativa. La sinarchia, in termini spiccioli è un ipotetico sistema di governo gerarchico, nel quale si è ammessi, si permane o si esce esclusivamente in base alla propria conoscenza e alle proprie capacità o, più precisamente, in base ai propri meriti. Con la sinarchia ci potremmo avvalere innanzitutto di uno stato che passerebbe da un regime pseudo-democratico ad un regime senza spina dorsale, senza debiti, senza costi per i propri parlamentari, ad uno stato governativo dove ogni personaggio politico ha una determinata funzione da svolgere, dove ci si può avvalere di uno statuto democratico e con un potere decisionale nettamente migliore. Immaginiamo questo scenario politico in Italia dove è consueto che la classe politica si auto proclama governo di maggioranza. Sarebbe la fine della classe politica e della rinascita dello Stato civile, Purtroppo però la sinarchia è un potere occulto iniziatico già in “uso” in Europa dal secolo XX è a forma di piramide (riferimento alla piramide massonica) e suddiviso in vari segmenti. Il Consiglio di Dio cosi chiamato il governo sinarchico, comprendente gli iniziati supremi, i sacerdoti diretti dal Pontefice che essi nominano. Il Consiglio degli Dei, formato dagli iniziati laici, militari e giudici, i quali nominano il Re che fa parte di questo Consiglio. Il Consiglio degli Anziani, che si occupano delle finanze, dell’amministrazione in generale. Si compone di cittadini eletti dalla nazione. Il popolo, il paese formano nel loro insieme il quaternario derivato dal Ternario e corrispondente al Ventre dell’organismo sociale, perfettamente equilibrato. I mercanti, gli industriali, i navigatori, eccetera, simboleggiano bene i canali venosi che conducono l’energia vitale del corpo. Quindi la sinarchia è solamente un elemento politico occulto che sta al vertice senza farsi notare.

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Un sabato italiano

Da questa mattina ho un motivetto che ronza nella mia testa quello di Sergio Caputo del 1983 “Un sabato qualunque…un sabato italiano”. Per far smettere Caputo di ronzarmi tutto il giorno nel mio emisfero sinistro, ho deciso di guardare un pò in giro nel nostro italico stivale cosa sta accadendo quest’oggi anche se “aria fritta” è il termine piu’ corretto per descrivere gli avvenimenti di questi ultimi tempi, tempi durissimi. Innanzitutto il Ponte Morandi di Genova di cui tanto se n’è parlato e di cui poco o niente se ne sta parlando. Rimane il ricordo per sempre di coloro che involontariamente si sono immolati per una mancanza di responsabilità da parte delle autorità competenti. La burocrazia “killer” italiana come sempre rallenta le procedure per l’abbattimento e per la ricostruzione del nuovo ponte ma basterebbe un pizzico di buon senso e tutto potrebbe procedere serenamente. Il buon senso però non abita in Italia. Giro pagina e trovo in primo piano la furibonda lite tra Ilary Blasi e Fabrizio Corona al grande Fratello VIP. Teoria della cospirazione e complottismo? Evviva! Palese che questi due personaggi davanti a telecamere, produttore, share e indici di gradimento hanno recitato come da copione inscenando la tipica commedia all’italiana dove tutto finisce a tarallucci e vino. Come non parlare della “never ending story” sul trio più in auge del momento: Salvini-Di Maio-Conte che tra qualche tempo li vedremo coabitare insieme sotto lo stesso tetto. D’accordo un governo forte ma non cosi dissociato dalla realtà. A proposito di Di Maio è d’uopo consentirmi di citare una sua frase: “In quattro mesi abbiamo realizzato metà del programma” Domanda: tra quattro mesi che farete?
A Roma cortei di manifestanti e presidi della destra per rendere giustizia a Desiree Mariottini, ragazza di 14 anni drogata e violentata fino alla morte da un gruppo di senegalesi. Purtroppo viviamo in un Paese dove impera una frase “la legge è uguale per tutti” mi concedete una licenza poetica? “La legge, forse è uguale per tutti“.  La disquisizione sul tema la lascio a voi miei cari amici vicini e lontani; io credo che per questo sabato italiano è davvero tutto e forse anche troppo. Ma in alto i cuori perchè… “il peggio sembra essere passato…”

 

 

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Il politichese imbruttito

Il politichese è un neologismo che indica il linguaggio utilizzato da personaggi politici affinchè il cittadino beone e beota possa sorridere udendo queste frasi ma che in realtà sotto dei sotto codici criptati creati per nascondere dei termini che se pronunciati correttamente potrebbero anche far insorgere domande interessanti. Domande che fomenterebbero ancora più caos di quanto già ne abbiamo.
Con l’attuale governo Conti-Di Maio-Salvini, il linguaggio politichese ha subito una curvatura assumendo una piega quasi del tutto anglosassone come terminologia. Si è passati da termini come: convergenze parallele, compromesso storico, alternativa di governo, demagogia a termini come: blackcain, gender, foreign fighter, democrazia liquida, jobs act,  patto del Nazareno, primarie, quote rosa, reddito di cittadinanza. Insomma un excursus di termini che al cittadino italiano pressato da debiti, tasse, disoccupazione, inoccupazione e varie ed eventuali, si ritrova a cercare di carpirne almeno il minimo del significato intriso in questi vocaboli ma spesso davanti ad una tribuna elettorale piuttosto che alle primarie oppure con un dibattito politico mediatico (che nella maggior parte dei casi sfocia in terribili scenate melodrammatiche) si opta per cambiare canale. Probabilmente il politichese imbruttito ha contaminato tutta la politica italiana che tutto avrebbe bisogno fuorchè di essere contaminata ma al peggio non c’è mai fine. La piramide schiaccia sempre più in basso il popolo usando gerghi che sono placebo e quindi facilmente orecchiabili ma incomprensibili tralasciando appositamente la linea di condotta da seguire. Tutti lo sanno, tutti lo dicono, tutti propongono soluzioni e formule mirabolanti, ma nessuno agisce di conseguenza anzi nessuno dice nulla e parla solamente con un politichese imbruttito.

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