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Il politichese imbruttito

Il politichese è un neologismo che indica il linguaggio utilizzato da personaggi politici affinchè il cittadino beone e beota possa sorridere udendo queste frasi ma che in realtà sotto dei sotto codici criptati creati per nascondere dei termini che se pronunciati correttamente potrebbero anche far insorgere domande interessanti. Domande che fomenterebbero ancora più caos di quanto già ne abbiamo.
Con l’attuale governo Conti-Di Maio-Salvini, il linguaggio politichese ha subito una curvatura assumendo una piega quasi del tutto anglosassone come terminologia. Si è passati da termini come: convergenze parallele, compromesso storico, alternativa di governo, demagogia a termini come: blackcain, gender, foreign fighter, democrazia liquida, jobs act,  patto del Nazareno, primarie, quote rosa, reddito di cittadinanza. Insomma un excursus di termini che al cittadino italiano pressato da debiti, tasse, disoccupazione, inoccupazione e varie ed eventuali, si ritrova a cercare di carpirne almeno il minimo del significato intriso in questi vocaboli ma spesso davanti ad una tribuna elettorale piuttosto che alle primarie oppure con un dibattito politico mediatico (che nella maggior parte dei casi sfocia in terribili scenate melodrammatiche) si opta per cambiare canale. Probabilmente il politichese imbruttito ha contaminato tutta la politica italiana che tutto avrebbe bisogno fuorchè di essere contaminata ma al peggio non c’è mai fine. La piramide schiaccia sempre più in basso il popolo usando gerghi che sono placebo e quindi facilmente orecchiabili ma incomprensibili tralasciando appositamente la linea di condotta da seguire. Tutti lo sanno, tutti lo dicono, tutti propongono soluzioni e formule mirabolanti, ma nessuno agisce di conseguenza anzi nessuno dice nulla e parla solamente con un politichese imbruttito.

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