Italia, oh che Italia!

La nazionale di calcio italiana del ct Roberto Mancini ha vinto il suo secondo titolo europeo per nazioni, battendo l’Inghilterra 4-3 ai rigori dopo i tempi supplementari. I tempi regolamentari si erano conclusi in parità 1-1 (Shaw e Bonucci). Un’ Italia che riacquista il prestigioso titolo europeo e vola in alto nel cielo della vecchia Europa. La vittoria all’europeo è una dose supplementare di vaccino contro la pandemia del covid-19 perchè il forte impatto sociale ha generato ottimismo a molti italiani. Addirittura il presidente del consiglio Mario Draghi ha definito la vittoria della nazionale di calcio come un toccasana per l’economia del nostro Paese, addirittura il pil potrebbe crescere del 0,7% e la situazione politica potrebbe tornare alla normalità. Normalità? Quale normalità? Quale pil? Credo che per far ricrescere una nazione dal punto di vista sociale ed economico serva ben altro che una partita di calcio ma è nello stile italiano enfatizzare e rendere pubblico uno spettacolo, un fenomeno che getti ancora piu’ fuoco nel cratere oramai in ebollizione e surriscaldato. Comprendiamo che lo sport è un vettore formidabile per l’immagine di una nazione e lo abbiamo visto non solo nel calcio ma anche nel tennis con la finale purtroppo pers a Wimbledon dal nostro Berrettini (dieci tennisti azzurri nei primi 100 posti del ranking mondiale del tennis, scusate se è poco) ed il primo posto nel medagliere degli azzurri under 23 agli europei di atletica leggera. Come dire: vaccinati e vincenti? Si, perchè no. Una buona dose di siero azzurro è quella che ci voleva per tirare un pò il fiato. Poi..chi vivrà…vedrà.