Sereno e variabile

Tutto lo stivale è sotto la minaccia del maltempo e purtroppo si contano danni ed anche qualche vittima. C’è poco da stare tranquilli quando arrivano questi “tifoni” che mettono sottosopra ogni cosa. Ho visto immagini davvero inquietanti al limite del surreale come quegli yacht ormeggiati a Rapallo (Genova) che con la mareggiata sono stati trovati sul lungomare per non parlare poi Genova colpita dalle mareggiate e dagli smottamenti di alcune strade. Venezia con l’acqua alta. Milano con i ponti allagati; un bollettino meteorologico che non promette nulla di buono nemmeno nei  prossimi giorni. La pioggia scenderà copiosa e inesorabile sull’italia penisola che ovunque frana e si allaga. Una goccia è un barile e il territorio si sgretola e si sfalda. Abitiamo sopra ad un terra fragile conseguenza di un surriscaldamento sempre più forte. L’ Italia è il Paese che si surriscalda più velocemente rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Basti pensare che nel 2014 è stato raggiunto il record di +1,45° rispetto al trentenno 1971-2000. Viviamo sopra ad una bomba ad orologeria e non lo sappiamo. Credo che molte parole sono state spese per ridurre i danni dell’effetto serra. L’ Italia ha urgenza di mettere in atto strategie di adattamento rispetto alla conseguenze dei cambiamenti del clima che sono già in corso. Si fa un gran parlare di clima e di soluzioni climatiche di riduzione dell’ozono del rispetto per l’ambiente ma credo che ormai quello che potevamo fare lo abbiamo fatto, ora non ci resta che convivere con queste bizzarrie meteorologiche.
Il barometro segna sereno/variabile.

Un sabato italiano

Da questa mattina ho un motivetto che ronza nella mia testa quello di Sergio Caputo del 1983 “Un sabato qualunque…un sabato italiano”. Per far smettere Caputo di ronzarmi tutto il giorno nel mio emisfero sinistro, ho deciso di guardare un pò in giro nel nostro italico stivale cosa sta accadendo quest’oggi anche se “aria fritta” è il termine piu’ corretto per descrivere gli avvenimenti di questi ultimi tempi, tempi durissimi. Innanzitutto il Ponte Morandi di Genova di cui tanto se n’è parlato e di cui poco o niente se ne sta parlando. Rimane il ricordo per sempre di coloro che involontariamente si sono immolati per una mancanza di responsabilità da parte delle autorità competenti. La burocrazia “killer” italiana come sempre rallenta le procedure per l’abbattimento e per la ricostruzione del nuovo ponte ma basterebbe un pizzico di buon senso e tutto potrebbe procedere serenamente. Il buon senso però non abita in Italia. Giro pagina e trovo in primo piano la furibonda lite tra Ilary Blasi e Fabrizio Corona al grande Fratello VIP. Teoria della cospirazione e complottismo? Evviva! Palese che questi due personaggi davanti a telecamere, produttore, share e indici di gradimento hanno recitato come da copione inscenando la tipica commedia all’italiana dove tutto finisce a tarallucci e vino. Come non parlare della “never ending story” sul trio più in auge del momento: Salvini-Di Maio-Conte che tra qualche tempo li vedremo coabitare insieme sotto lo stesso tetto. D’accordo un governo forte ma non cosi dissociato dalla realtà. A proposito di Di Maio è d’uopo consentirmi di citare una sua frase: “In quattro mesi abbiamo realizzato metà del programma” Domanda: tra quattro mesi che farete?
A Roma cortei di manifestanti e presidi della destra per rendere giustizia a Desiree Mariottini, ragazza di 14 anni drogata e violentata fino alla morte da un gruppo di senegalesi. Purtroppo viviamo in un Paese dove impera una frase “la legge è uguale per tutti” mi concedete una licenza poetica? “La legge, forse è uguale per tutti“.  La disquisizione sul tema la lascio a voi miei cari amici vicini e lontani; io credo che per questo sabato italiano è davvero tutto e forse anche troppo. Ma in alto i cuori perchè… “il peggio sembra essere passato…”

 

 

Vacche grasse e magre

L’ Italia in Europa è un’ Italia che ha davanti a sè un orizzonte con forti perturbazioni e tempeste. L’ Italia e la UE, l’Unione Europea l’anticamera della fine di tutto per l’italico stivale. Si dice globalizzazione ma si legge impoverimento della società con le relative perdite della sovranità e dell’indipendenza. Un noto personaggio dalla sua casa di Hammamet in Tunisia tirò un grido che attraversò il Mediterraneo fino a raggiungere Roma: con l’Euro l’Italia avrebbe conosciuto la fine. Tant’è che quelle cosiddette vacche grasse che pascolavano beate producendo ottime risorse, si diedero alla macchia e quando tornarono indietro trovarono tabula rasa. Il messaggio era forte e chiaro soltanto che il Bel Paese governato da soggetti oscuri era oramai rassegnato alla tremebonda fine. Bei tempi, si dice… Bei tempi che ci hanno accompagnato per moltissimi anni con il sorriso e quella serenità economica da fare invidia a tutto il mondo. Oggi purtroppo l’abbondanza e la prosperità sono andate via ed hanno preferito migrare dove i pascoli sono piu’ verdi. Mi allaccio giusto per onor di cronaca ad un passaggio della Bibbia dalla Genesi ((Genesi XLI, 1-4) nel quale si legge che dopo sette anni di vacche grasse c’erano altri sette anni di vacche magreIn parole povere, stava a significare che dopo un periodo di abbondanza, sarebbe arrivato un periodo di carestia e miei cari amici, i fatti odierni non danno poi torto al passaggio biblico. Oggi pascolano solo vacche magre e a noi forse rimangono solo qualche briciola e un paio di ossa da rosicchiare.