Acclimatiamoci

Il titolo di questo articolo la dice lunga sul fatto che siamo arrivati ad un punto, credo, di non ritorno per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Acclimatarsi è un termine che leggeremo sempre più spesso nei blog ed è sinonimo di: accontentiamoci cosi, facciamolo andare bene questo clima sempre più pazzo. Ottobre a Milano in pieno giorno 27 gradi e vento caldo. Sfatiamo il mito dei luoghi comuni come: “non ci sono piu’ le stagioni di una volta” perchè è proprio vero le stagioni sono terminate da un pezzo. Ricorderete la nevicata del 1985 che sommerse completamente Milano e l’hinterland milanese ma anche tutto il nord Italia. Tale fenomeno climatico rimarrà solo un ricordo nei cassetti della nostra memoria che racconteremo ai posteri. Estati torride e inverni miti, senza nebbia, senza neve, senza piu’ quel freddo che tagliava la pelle. Le primavere tiepide, piacevoli, estate calde ma non afose, autunni piovosi ma gradevoli. Tutto questo non c’è piu’ perchè i cambiamenti climatici stanno determinando delle conseguenze incredibili per il nostro pianeta. Viviamo come pianticelle sotto ad un enorme serra ed a nulla valgono gli accordi di Parigi, Tokyo i protocolli mondiali sul miglioramento della qualità dell’aria  perchè sono minestre riscaldate. I ricercatori hanno preso in considerazione diversi elementi, per comprendere quali sono quei cambiamenti climatici che vanno oltre il limite e dai quali è impossibile tornare indietro. In particolare hanno individuato alcuni fattori che potrebbero svolgere un ruolo decisivo, fra i quali la morte della foresta pluviale, la riduzione del manto nevoso nell’emisfero settentrionale, l’indebolimento dei pozzi di carbonio terrestri e oceanici. Scioglimento delle calotte artiche ed innalzamenti degli oceani, d’accordo ci può stare che il ghiaccio si scioglie e che il livello del mare si alzi, credo sia un processo naturale ma la sostanza non varia. Le ricerche sulla causa di questi mutamenti continuano da molti anni e la scienza è ignara (volutamente)  che il punto dolens di questo cambiamento è l essere umano in quanto unico proprietario del pianeta Terra e quindi unico responsabile di questo sconvolgimento. Il karma del pianeta Terra è oramai saturo e credo che c’è un enorme bisogno di costituire una coscienza collettiva in grado di consapevolizzare ogni abitante del pianeta perchè le utopie possano sciogliersi come le calotte polari e respirare una boccata di aria pulita. Proviamoci…