Anime legate

Il tema delle “anime legate alla terra” è ancora ben poco conosciuto presso il grande pubblico, ma è di tale importanza che vale la pena di affrontarlo. Con “anime legate alla terra” si intendono quelle anime che dopo aver abbandonato il corpo terreno restano, per i motivi più diversi, così fissate ai fatti terreni che trascurano di intraprendere il loro necessario cammino nella sfera ultraterrena.  Il loro unico interesse è rivolto, come quando erano in vita, a fatti terreni, e per questo motivo tentano di prendere parte alla vita di un corpo vivente, per avere così di nuovo una possibilità di azione e di movimento. Il motivo di questo legame con la terra è che, per quanto strano possa apparire, la persona in questione non ha ancora capito bene di essere morta. Premessa di questa condizione è che la persona abbia creduto fermamente che con la morte tutto finisce. Quando una persona con questi convincimenti muore improvvisamente, per lei cambia soggettivamente così poco che semplicemente non le viene neppure in mente di essere morta.  Altri motivi di questo legame possono essere pesanti errori che il trapassato desidera correggere personalmente oppure l’anima può essere “trattenuta” dall’eccessivo dolore dei parenti, che cercano in un certo qual modo di incatenare a sé l’anima del defunto. E’ possibile che in certe circostanze un vivente sia posseduto da più anime legate alla terra, e qui bisogna stare attenti a non confondere il termine “possessione”, usato in questo senso, con la possessione demoniaca.
Le anime legate alla terra non hanno in mente niente di malvagio, ma sono anzi in una situazione penosa e si aspettano di essere aiutate. Le entità ultraterrene non possono però dare quest’aiuto finché queste anime non si distolgono dai fatti terreni e non chiedono aiuto. E’ quindi compito dei viventi fornire a queste anime l’aiuto necessario. Tutte le religioni prevedono infatti rituali per i defunti, messe e intercessioni. Un documento impressionante da questo punto di vista è il Libro Tibetano dei Morti, che illustra un rituale che ha il compito di far da guida alle anime dei trapassati.  La possessione di un vivente attraverso le anime dei defunti può manifestarsi in lievi sintomi e anche in vere e proprie malattie psichiche. Molte cose fanno pensare che la maggior parte delle malattie classificate come “schizofrenie” siano caratterizzate dalla presenza di anime legate alla terra. In questi casi debbono venire curate le anime, non il paziente, e solo in questo modo si può arrivare alla liberazione delle anime e alla guarigione del paziente. Lo psichiatra americano dott. Wickland all’inizio del XX secolo ha trattato in questo modo con successo la schizofrenia per ben trent’anni. Questo non agevole compito fu facilitato dalle doti di sua moglie, che era un’ottima medium e durante le sedute terapeutiche metteva il suo corpo a disposizione delle anime legate alla terra, così che queste potessero parlare e spiegarsi.
La terapia di un’anima deve essere tesa a spiegarle chiaramente il suo stato e a farle capire che il corpo nel quale era incarnata è morto. L’anima deve imparare a capire che non possiede più un corpo e che gli eventi terreni non hanno più importanza per lei. L’anima deve letteralmente voltarsi indietro per individuare la propria strada e poter proseguire nel suo cammino. Negli ultimi anni, le esperienze di Wickland hanno trovato numerose conferme, tuttavia è risultato anche che questi processi non sono separabili da un’infinità di problemi e di pericoli. E’ quindi assolutamente sconsigliabile voler sperimentare da profani. Recentemente si sono rivelate possibilità di prendere contatto senza medium con l’anima legata alla terra e di farla partecipare alla terapia. A questa forma particolare di terapia è stato dato il nome di “terapia di redenzione” in quanto un’anima viene liberata dai suoi legami e ricondotta alla sua vera strada.
Un ruolo centrale in questa terapia spetta alla preghiera: le anime infatti sovente richiedono preghiere. Questa è una grande possibilità che viene offerta al profano di aiutare le anime: pregare e far celebrare messe per i defunti. Ne deriva che chi resta non deve far niente per legare e trattenere i trapassati. E’ questo il tipo di anime con le quali spesso gli spiritisti e gli psicofonisti si trovano ad interagire.

 

Anatomia spirituale

L’essere umano quindi non è formato solamente di un corpo e di un’anima, ma è un essere molto piu’ complesso di quanto si possa credere. È uno Spirito che possiede un anima (che in greco significa Psiche), la quale ha varie modalità di espressione su gradi diversi e il cui corpo fisico ne è la parte più grossolana. Questi mezzi di manifestazione si estrinsecano su piani differenti: dimensione fisica, eterica, astrale, mentale inferiore, mentale superiore, causale. L’Essere umano acquista la Consapevolezza della sua natura più alta e il potenziamento di tutte le sue facoltà man mano che la Coscienza si eleva dallo stadio primitivo, assurgendo a più vasti orizzonti, poiché il nostro vero “IO” è Spirito puro. Possiamo tranquillamente classificare la natura umana in tre forme ben distinte:
Il corpo fisico è formato da particelle di tutti questi gradi; tuttavia esso presenta due divisioni ben definite: il corpo denso composto di solidi, liquidi e gas e il corpo eterico o doppio, come sovente viene chiamato, costituito dai quattro stati più sottili. Il corpo è un rivestimento necessario alla nostra evoluzione e mezzo efficace, da noi scelto, per riportarci più rapidamente alla nostra Vera Dimora che non è certo questa di terza dimensione! È uno strumento perfetto e non viene apprezzato abbastanza; noi diamo tutto per scontato.  Al momento del trapasso, poiché la morte non esiste, esso per quanto non sia più diretto da un unico centro intelligente, è vivo più che mai perché ogni sua cellula, disgregandosi dalle altre, viene attirata di nuovo verso il suo elemento corrispondente riprincipiando una nuova vita sotto altre forme. Questa è l’Energia Secondaria di cui, senza saperlo, parlò Lavoisier dandone la famosa definizione “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, mentre l’Energia Primaria non muta mai perché perfetta, indistruttibile ed eterna: è l’Essenza Divina.
Il corpo eterico.  Questo veicolo, come sopraddetto, è costituito dalle altre quattro forme di energia sottile, cioè a maggiore frequenza vibratoria e al momento del trapasso impiega mediamente quattro o cinque ore per scomporsi, e qualche volta anche di più, in rapporto alla materialità di cui è composto. Esso è formato essenzialmente da “prana” o energia vitale che assorbe direttamente dal Sole e che distribuisce in ogni parte del corpo fisico per mezzo dei chakras. Va ricordato infine che la materia eterica benché sia invisibile alla vista ordinaria, è tuttavia di natura puramente fisica e avviene talora che degli individui ai quali sia stato amputato un arto possano ancora sentirselo integro, perché lo è veramente in forma eterica, e procurare loro varie sensazioni: di freddo, di caldo, di dolore o di prurito. Il fenomeno, chiamato dalla scienza “arto fantasma”, è dovuto al fatto che la parte eterica corrispondente all’amputazione non è stata asportata insieme a quella fisica quindi permane sempre la percezione della sua presenza concreta.
Il corpo astrale. La funzione principale di questo veicolo è di permettere le sensazioni, infatti è anche chiamato corpo delle emozioni. Funge inoltre da intermediario tra il corpo fisico e il corpo mentale. L’energia che caratterizza la composizione di questo corpo è più rarefatta di quella del corpo eterico, vale a dire che gli atomi sono più distanziati tra loro e vibrano su una frequenza più rapida. Questo dato di fatto dà la possibilità di spostarsi sul piano astrale con grande facilità durante il sonno e di raggiungere anche inimmaginabili distanze penetrando agevolmente ostacoli fisici come pareti e muri proprio perché la struttura atomica così distanziata di questo corpo permette di passare tra gli interstizi di quella fisico-eterica.