Acqua amara

Le notizie corrono velocissime quanto un fiume in piena che travolge ogni cosa; ed a proposito di fiume e di piena ai media non è sfuggita l’occasione per arrivare sul luogo del disastro in Sicilia e abbondare di riprese televisive con interviste scioccanti e senza un minimo di… rispetto per chi ha perduto tutto. D’accordo….D’ accordo, la villetta era stata costruita abusivamente lungo la riva del torrente Milicia e la piena si è portata via nove persone, si contano i danni, si stanziano fondi per le aree colpite dal maltempo (tropicalizzazione dicono) e come ogni volta i girotondi delle colpe e gli scaricabarile sono le prede preferite per i media. Salvini dice cosi: “malinteso ambientalismo da salotto“. Mi piacerebbe vedere la faccia di Salvini se un’onda trascinasse via casa sua. Scatterebbe dei selfie? Dall’altra “sponda” (si fa per dire), c’è il premier Conte che controbatte “la tutela della vita umana viene prima del paesaggio“. Mentre i due scavezzacolli di ministri si beccano come galletti nel pollaio, ignari e indifferenti al governo continuano a non capire che in un momento cosi difficile dal punto di vista meteorologico è necessaria un’azione preventiva sulla selvaggia urbanizzazione delle aree alluvionali ed una migliore canalizzazione dei corsi d’acqua. Parole al vento. Tutto questo cari amici, non nasce oggi ma è macchiato da un inglorioso passato dove i problemi sul sistema idrogeologico della Sicilia, come per altre regioni italiane, è sempre stato fragile ed inquieto. Quindi cari Salvini e Conte, voi che governate l’italico stivale inzuppato d’acqua, aprite gli occhi! La tutela e la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle vite umane vanno di pari passo, non sono e non devono essere due cose distinte. Evitiamo per favore, che la prossima piena travolga tutto ciò che rimane e piantatela voi due di giocare allo scaricabarile, siete adulti e vaccinati (ops… per la prima avrei una riserva) rimbocattevi le maniche e andate a spalare il fango anche voi cosi capirete quanto valore ha l’acqua amara sulla vita delle persone.

Genova per me

Un pezzo del mio cuore è rimasto a Genova la città dove ho vissuto per oltre 20 anni e dove ho lasciato i miei amici le mie compagnie ed il mio mare. Spesso ritorno a trovare tutti e ci rimango per qualche giorno ma il mio destino e la professione mi costringono a risalire l’autostrada e tornare di nuovo nel “mare grigio” e patetico di Milano. I brasiliani la chiamano “saudade”, nostalgia io la chiamo malinconia e un forte senso di devastazione sopratutto dopo i recenti avvenimenti. Sono sceso a Genova qualche giorno dopo il crollo del ponte Morandi e confesso che guardare quel ponte dalle immagini tv non è come guardarlo mentre si scende a Genova. L’ho ritrovato proprio davanti a me leggermente spostato sulla mia destra. Eppure ero lontano ed in auto ma ho avvertito lo stesso la sensazione di morte, di lutto, di completo silenzio. Non ho potuto avvicinarmi di piu’ perchè le forze dell ordine e la protezione civile non lo consentivano assolutamente ma quel vuoto tra una sponda e l’altra del ponte Morandi non potrò mai dimenticarla; come non potrò dimenticare le 43 vittime del crollo. Assurdo, davvero assurdo. Una ferità per Genova, una ferita che sembrerebbe non risanabile al momento con le dovute “operazioni” di scarica-barile di un’ente ad un altro con le appropriate e successive reiterazioni di ricostruzione. Piange il cielo sopra la mia Genova e piange lacrime di sangue e di acqua. Nubifragi e trombe d’aria hanno apertamente dichiarato guerra alla città ed alla regione intera. Smottamenti, frane, alberi che cadono per il forte vento e ancora morti e feriti. Inadattabilità del terreno? La costa viene divorata lentamente dal mare e le mareggiate fanno il resto. Genova è una città che non conosce la sconfitta nell’alluvione del 1970 cosi come in quella del 2011 e 2016. E’ forte, è Superba come disse Petrarca: “Veniamo a Genova, che dici di non aver mai visto. Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare; la sua stessa potenza, come è già accaduto a molte città, le nuoce e le reca danno, perché offre materia alle contese e alle gelosie cittadine.”