Il mentalismo manipolatorio

Si parla spesso di mentalismo e di mentalisti ma spesso si fa molta confusione tra chi utilizza il mentalismo al fine di realizzare magie con trucchi ed inganni da palcoscenico e tra chi sfrutta il proprio potere mentale per manipolare la mente altrui. Il mentalismo  è anche una forma di illusione in quanto chi afferma di essere in possesso di questo potere è innanzitutto una persona che vuole entrare o pensa di poter entrare nella nostra mente per capirne i meccanismi e sfruttare cosi le debolezze. Secondo l’americano Max Maven, una di queste è “forzare”. Ovvero riuscire a manipolare uno spettatore a dire, fare o pensare qualcosa che sembri una libera scelta mentre in realtà si tratta di una scelta condizionata. Il mentalismo viene anche adottato da coloro che seguono un percorso psicologico e spirituale di un certo livello come dianetica che ha lo scopo di migliorare la qualità della vita ma che in fondo è si rivela solo come una deformazione di energia mentale attuata per impossessarsi della mente altrui sfruttando la debolezza dell’interlocutore. Il mentalismo unito alla manipolazione non è piu’ considerata un’ arte di intrattenimento ma una mera forma di comunicazione o per meglio di sotto-comunicazione dove manipolare è sinonimo di influenzare approfittando dei “punti sensibili” del manipolando.  Perciò, affinché vi sia manipolazione, è richiesta una sostanziale asimmetria nella relazione tra chi agisce e chi viene agito. Nelle relazioni umane le forme di manipolazione sono in realtà molto comuni chi le mette in atto è di solito un individuo psicologicamente disturbato bisognoso di persone da controllare in qualche modo. Spesso agli occhi degli altri il manipolatore è una persona dall’ aspetto rispettabile, premuroso e preciso sul lavoro. Una di quelle persone che ti lasciano dire: ‘ma la fregatura dov’è?” E’, esteriormente e di primo acchito, una persona cosiddetta ‘normale’ in ogni ambito, in particolare sul piano sentimentale; insomma sembra la persona dei tuoi sogni. Il personaggio s’insinua tra le pieghe delle fragilità di colui/colei che presto diventerà una vittima mostrandosi presente costantemente e pieno di attenzioni, anche le più delicate, mentre in altri ambiti, ad esempio sul lavoro è abilissimo nel prospettare facilità di carriera. Tutto ciò che prima è semplicemente meraviglioso è però destinato a trasformarsi nel peggiore incubo. Questi ultimi sono sicuramente persone esperte nell’arte della manipolazione e del mentalismo. Come dice un’antica storia cinese: “essere maestri in qualcosa implica essere in grado non solo di farla, ma anche di non farla.” Spesso i manipolatori mentalisti non si fermano davanti a nessun ostacolo a meno che il manipolando, ovvero colui che viene sottoposto alla manipolazione mentale, riesce a controbattere attuando un piano di fuga basato sulla contro-manipolazione e sulla libertà del pensiero e della mente.

Le tre dimensioni

Il concetto di anima ha sempre affascinato i grandi pensatori del passato. Religiosi e filosofi hanno elaborato e creato dottrine, come quella della reincarnazione e della rinascita. Nelle religioni rivelate invece, anima e corpo sono legate indissolubilmente al concetto di paradiso e vita eterna. Per gli ebrei la retribuzione era qualcosa da ricevere in vita, dopo la morte infatti il destino comune a tutti indistintamente uomini e animali era solo un limbo tenebroso, lo Sheol. Con l’avvento dell’ellenismo e delle speculazioni filosofiche un nuovo concetto entrava nel dibattito, corroborato in seguito dal pensiero cristiano. L’anima sopravviveva e riceveva premi o castighi in base alle opere compiute in vita. Il termine che i Greci usavano per anima era pneuma, ossia l’aria, il vento, il respiro. Questo concetto è simile al prana delle tradizioni orientali. L’altro termine usato dai Greci per indicare l’anima era psiche, e si riallaccia alla teoria secondo la quale l’anima è strettamente connessa alla nostra mente e alla coscienza. La psicologia studia i disagi dell’anima ed analizza quei processi che nascono nella mente e si somatizzano in squilibri organici. Anche per le antiche filosofie orientali l’anima era strettamente connessa al corpo. Per chi pratica meditazione questi concetti sono ben noti, in quanto lo stato meditativo è una connessione totale di anima e corpo, ed agendo su determinati punti del corpo “animico”, per dirla con le parole di Steiner, è possibile modificare e ripristinare l’equilibrio fisico. La respirazione è il modo con cui il corpo si mette in contatto con l’anima. Le scuole esoteriche suddividono la struttura dell’uomo in vari livelli, questa concezione prende il nome di “anatomia occulta”:

  • corpo fisico

corpo sottile

  • corpo eterico (o vitale)
  • corpo astrale (o emozionale)
  • razionalità (personalità umana)

corpo spirituale (o causale)

  • Sè spirituale (coscienza superiore)
  • spirito vitale (individualità universale)
  • uomo spirito (emanazione della divinità)

Social network

Sono entrati nella nostra vita rigirandola a 360 gradi, hanno modificato il nostro modo di agire rendendo la loro presenza nella nostra quotidianità una vera e propria routine ormai quasi irrinunciabile. Benvenuti nell’ era dei Social Network abitanti della Generazione 2.0. Cosa sono i Social Network e in che modo hanno saputo diventare attori- protagonisti del nostro tram tram quotidiano?. Se parliamo di Social Network viene naturale pensare al più noto di essi, ovvero” Facebook”, il quale però non é stato il primo web site che ha tentato di radunare l’infinita moltitudine degli utenti del web in singole ”discussion rooms”. Già prima dell’ avvento del colosso di casa Zuckerberg altre piattaforme avevano tentato di farsi strada in un mercato a quei tempi ancora inesplorato. Già nel 2001 il vecchio Blog di MSN Messenger o My Space nel 2003, si presentavano al mercato come piattaforme dove radunarsi per intraprendere virtuali discussioni su argomenti di genere che offrivano ai loro utenti la possibilità di esporsi in pagine a loro dedicate, personalizzabili con la propria foto profilo e con contenuti e colori personalizzati. L’evoluzione orizzontale delle tecnologie di comunicazione di massa non ha fatto altro che accelerare questo processo, creando un mercato di utenti consumatori sempre più interessate ai migliori sistemi per rendere la propria comunicazione con il modo loro circostante sempre più ”short”. L’avvento di queste innovative piattaforme ha drasticamente cambiato la nostra vita e il nostro modo di relazionarci con il mondo intorno a noi. I commenti, i Like, i Tweet e le ”condivisioni” hanno soppiantato i vecchi sistemi di comunicazione, rendendo anche il telefono a tratti obsoleto: perché dovrei telefonare quando posso inviarti un ”messaggio di posta su Facebook”? Senza dubbio le piattaforme Social hanno velocizzato e in molti casi migliorato la nostra vita: con l’utilizzo dei Social Network possiamo restare in contatto con persone a noi distanti, riallacciare vecchie amicizie, trovare lavoro o creare il nostro lavoro del futuro, quello del Social Media Marketer: ovvero l’operatore esperto in tecniche di comunicazione digitale. Nell’ utilizzo quasi bulimico che facciamo di queste piattaforme spesso dimentichiamo che esse non sono altro che il riflesso della vita reale, di quella offline che conosciamo dalla nostra nascita. Il principale problema che possiamo incontrare è sicuramente legato alla nostra privacy e alla veridicità della nostra identità. Non tutti i cambiamenti portano innovazioni positive, la generazione 2.0 ha visto calare drasticamente il numero di rapine in strada ma vede in costante aumento la percentuale di casi di identità violate o clonate, come ad esempio il particolare e recente caso del famosissimo giornalista Michele Serra.