Rieccomi

Salve amici, rieccomi a voi a scrivere nel mio spazio dopo una pausa piu’ o meno lunga dove ho potuto sfruttare tempistiche e modalità per scriver una piccola parte della mia sceneggiatura. Pausa e abbastanza lunga dove poter riequilibrare le mie idee e mettere a fuoco le prossime scene. Tutto ciò è..elettrizante e gratificante perchè scrivere una sceneggiatura non è di tutti i giorni ed è piena di insidie e di difficoltà oggettive e…soggettive. Comunque a scanso di altre chiacchiere sta procedendo tutto molto bene e posso solo augurarmi che la seconda parte (ho previsto quattro parti di lavoro) mi regali piu’ soddisfazioni della prima.

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Lavoro

Amici follower carissimi. In questi ultimi giorni che mi hanno separato da voi con l’ultimo post ho dato inizio alla mia prima sceneggiatura, di cui vi parlavo in un precedente post. Questo lavoro mi terrà impegnato per un pò di tempo, non saprei quantificare a tutt’oggi quanto possa essere la sua durata. Scrivere una sceneggiatura richiede dedizione, impegno costante, una concentrazione visiva laddove ci sono scene da creare che possono anche indurre a verifiche su verifiche. Ebbene, non abbiate timore, il blog continua lo stesso nella sua grande marcia sulla strada della comunicazione e dello stare insieme, soltanto che non saranno frequenti gli aggiornamenti dei post. Approffitterò delle pause di lavoro sulla sceneggiatura per venirvi a trovare lasciando la mia impronta nei vostri spazi ma soprattutto nel mio blog con nuovi articoli. Un caro saluto a tutti e grazie per la vostra attenzione.

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Jason

In un caldo e appiccicoso pomeriggio di luglio del 1987, Jason Andrews festeggia il suo quarto compleanno nella casa della sua famiglia vicino a Slade, Green, nel Kent, quando si aprono i cieli. Mentre il tuono rimbomba dappertutto, c’è un singolo lampo. Ad un tratto; un flusso di numeri inizia a uscire dalla bocca di Jason: numeri fantastici, complesse equazioni matematiche, persino algebra – tutto da un bambino che fatica a contare fino a dieci. Pochi secondi dopo le finestre e le porte iniziano a tremare violentemente e il bambino di quattro anni annuncia a sua madre, suo padre e suo fratello maggiore: “Mi stanno aspettando. Devo andare.‘ Il padre di Jason; Paul, afferra suo figlio e gli impedisce di uscire nell’acquazzone, ma il ragazzo lotta violentemente, e mentre lo fa la casa si scuote fino alle sue fondamenta, fino a quando, finalmente, sembra svegliarsi da una trance e il tremito si ferma. È il primo segno che Jason Andrews non è un ragazzino normale e, negli otto anni che seguono, ciò è drammaticamente confermato. ‘Fu solo nel 1995, quando aveva quasi 12 anni, che Jason raccontò ai suoi genitori stupiti, cosa gli stava succedendo esattamente: gli alieni lo avevano rapito dal suo letto durante la notte. “È sempre la luce che viene per prima“, ha confessato a sua madre; Ann.’ Poi vedo quello alto sollevarsi ai piedi del letto. ‘Improvvisamente ci sono molti piccoli dappertutto. Sono indistinti e indistinti e si muovono molto velocemente. Non riesco a muovermi o parlare, ma sono sveglio, posso vedere e sentire. Voglio urlare e correre, ma il suono non esce e il mio corpo non si muove. ‘Li odio. Li odio!’ Devo andare con loro. ‘Mi portano in una sala operatoria, come in ospedale. È tutto bianco e lucido. A volte è una stanza circolare con un pavimento di metallo. Fa sempre freddo. ‘Sono lì. Quello grande mi tocca ma non lo sento, come se avessi avuto un anestesia. Poi aggiunse intensamente: “Ma tu non mi credi, pensi solo che sto inventando tutto.” In effetti, Ann gli ha creduto e ha continuato a esplorare i fenomeni che influenzano la vita di suo figlio in un libro, Rapito. Questa moglie e madre dolce e semplice arriva alla conclusione che potremmo non essere soli.

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