Titoli apparenti

Il grande Toto diceva: “Sotto l’abito firmato non troverai mai una persona di marca.” Non si poteva dare torto al principe Antonio De Curtis in arte Toto’ per questo aforisma che ancora oggi è di grande rilevanza nel jet-set sociale e nei club privèè dei social.. Già soprattutto in questi ultimi. Oggi è difficile apparire ed è piu’ facile ingannare con un ammiccamento stampato sulla faccia piuttosto che con una stretta di mano sincera ed uno sguardo forte e pulito. Ciò che sappiamo su chi ci circonda, e ciò che gli altri sanno di noi, si fonda essenzialmente su apparenze.  Ci sono apparenze e apparenze che soltanto le persone superficiali non giudicano e lo diceva Oscar Wilde un secolo prima di Toto’. Il mondo ci percepisce, ci considera e ci giudica da come ci muoviamo, parliamo, agitiamo le mani, sbattiamo gli occhi, da come ci vestiamo, arrossiamo o balbettiamo. Le apparenze sono il fondamento di quel che sappiamo degli altri e di ciò che gli altri sanno di noi; sono il medium della comunicazione e la sostanza del mondo condiviso.  Patologia della modernità o alienazione dei veri principi nella società dello spettacolo in cui la manipolazione e la menzogna oscurano la realtà autentica dei soggetti.  Se la vita è un grande teatro e noi siamo i protagonisti, immaginate il pubblico che ci sta guardando cosa potrebbe dire di noi. Eppure in quel pubblico potremmo esserci anche noi giocando un ruolo di doppiogiochista: prima attore e poi spettatore. Comunicare è già di per sè apparenza perché la vanità, l’esibizione, la pubblicità, dominano la nostra vita attuale in dimensioni che percepiamo eccezionali e grottesche,  La cura? Non c’è cura, non c’è antidoto ma solo un pò di buon senso e… senso…di appartenenza al proprio sè.

Se potessi avere 1000 lire

Sottotitolo: quando l’ Italia era davvero una nazione rigogliosa. Sottotitolo del sottotitolo: con 1 milione e mezzo di Lire si andava in vacanza senza problemi. L’Italia è un paese in declino, nel quale le diseguaglianze aumentano invece che ridursi. La classe media è risucchiata nel proletariato, il proletariato si accapiglia col sotto-proletariato per un po’ di lavoro o un po’ di welfare mentre una piccola schiera di privilegiati scivola dietro la curva e scompare dall’orizzonte. Qualcuno potrebbe dire che questo stato sociale italiano si è spezzato ma invece non è cosi. La società italiana è stata manomessa, manipolata e deturpata da un’impostazione economica che oramai perdura da troppo tempo per cui io mi metto comodo sulla macchina del tempo e mi faccio catalputare nel passato della mia goventu’ quando tutto andava bene quando sembrava che tutto andasse male, Erano gli anni 80, i jeans si portavano ancora sopra il livello delle mutande, nessuno si sarebbe mai arrischiato a mangiare pesce crudo in un ristorante cinese. Dai grandi sentivo dire che avevamo un sacco di guai, che oggi scopro essere gli stessi di sempre; anzi, gli stessi di tutti i paesi. Con 1000 Lire si facevano tante cose e con 10.000 Lire si poteva affrontare tranquillamente una serata in pizzeria e forse ci scappava anche la birretta dopo. Disoccupazione? C’era ma solo ai minimi…ridottissima. Chi non aveva voglia di proseguire gli studi filava dritto a lavorare in fabbrica e si guadagnava la prima paghetta e con quella dopo qualche anno era già in giro con la Cagiva aletta Rossa a impennarsi davanti alle ragazze della compagnia. Equitalia? E che cos’era? Non sapevamo cosa fossero i finanziamenti per andare in vacanza perchè si andava tranquillamente senza problemi ne ristrettezze. Le cose, molto semplicemente, si compravano quando si avevano i soldi per comprarle. Altrimenti, si aspettava. In famiglia, ma più in generale nella società, c’era una cultura condivisa del risparmio. Il denaro non era il presente, il denaro era il futuro. Lo insegnavano gli anziani, i nostri nonni. Chi usciva dalla scuola con un diploma o dall’università con una laurea non avrebbe trovato molta difficoltà nel mondo del lavoro e la fuga dei cervelli era solo un film di fantascienza. L’ istruzione, tuttavia, non era l’unico trampolino di lancio. Tanti operai, dopo qualche anno di apprendistato e specializzazione, riuscivano a coronare il sogno di “mettersi in proprio”. Com’era bella quell’Italia, furbacchiona, sorniona ma lavoratrice e con il sorriso sulle labbra. Tutto questo oggi è solo un grande ricordo ma non potrò mai dimenticare quel 1 gennaio 2002, data di entrata dell’Euro in Italia. Da quel momento gli usurpatori iniziarono a riprendersi ciò che avevano seminato nel periodo delle “vacche grasse”. Nacquero i debiti, i mutui, i prestiti, i contratti di lavoro interinale. Licenziamenti, disoccupazione, fuga dei cervelli e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, tanto lo sappiamo come è andata a finire… purtroppo.

L’eroe di Poitiers

L'eroe di Poitiers: Alla ricerca del Santo Graal di [Cornwell, Bernard]

Un eroe indimenticabile Una spada dal potere misterioso Uno scontro che può cambiare per sempre il corso della storia Settembre 1356, la guerra dei Cent’anni infuria in Europa. In Francia l’esercito inglese, guidato da Edoardo di Woodstock, il Principe nero, semina ovunque il terrore, con lo scopo di costringere il sovrano francese a mettere in campo il proprio esercito: le città sono assediate, i campi bruciano e non esiste un solo luogo sicuro. E i francesi, insieme ai loro alleati scozzesi, sono pronti a dare battaglia. Dopo un primo attacco vincente, gli inglesi si ritrovano in inferiorità numerica, intrappolati vicino alla cittadina di Poitiers. Thomas di Hookton, valoroso arciere inglese che ha già combattuto nella battaglia di Crécy, riceve l’ordine di trovare la Malice, la mitica spada di San Pietro, che secondo la leggenda sarebbe in grado di assicurare la vittoria al suo possessore, decidendo così delle sorti della cristianità. Ma anche i francesi sono alla ricerca dell’epica reliquia e Thomas di Hookton, alla guida di un gruppo di mercenari, si trova ad affrontare un vortice di violenza e tradimenti, sperando di portare a termine la sua disperata missione prima che sia troppo tardi…

Le opere di Bernard Cornwell trasportano nel mondo antico, in quell’alto medioevo durante la guerra dei cento anni tra Inghilterra e Francia. L’ultimo libro della saga del Santo Graal che corona ancora una volta Cornwell sul tetto del mondo di questo genere. Questa e’ la Storia ,descritta esplorando anche gli eventi piu’ piccoli con un ritmo e una cruenza trascinante.Rivivete l’epica battaglia leggendo questo libro,non perdetelo! Però a tutti consiglio vivamente la trilogia che sta a monte di questa storia.