Bibliotecando

La cosa migliore da fare quando non si vuole leggere è non forzarsi per forza a leggere perchè gli altri te lo consigliano o come quando si andava a scuola, eravamo obbligati a leggere sui libri di testo. La convinzione ha quasi un sapore di obbligo, difficilmente anzi raramente sono un buon consigliere nella vita ma a vanto sono un ottimo consigliere  per  incoraggiare le persone a leggere libri. Riempire un soggiorno o una camera di libri senza averne letto alcuno, è una vera tragedia perchè si crea un’imposizione anche auto-imposta. A scuola avevo lo zaino pieno di libri ma non per questo avevo voglia di leggerli. Portare un non-lettore in libreria è come portare un violinista di musica da camera ad un concerto heavy-metal. E’ importante quindi il concetto della sfida; una sfida per quei non-lettori che non hai mai preso in mano un libro e che non hanno intenzione di farlo. Premiarli, come spesso avviene nelle scuole degli Stati Uniti, con una piccola mancia. “Se leggerai questi libro in una settimana, ti darò 10 euro“. In poche parole si incentiva la sfida con una ricompensa finale. Nella sfida, per funzionare, deve esserci creatività, bisogna renderla appetibile, stimolante ma bisogna anche avere la cassa piena; sono tantissimi i non-lettori in Italia, forse troppi. Chi non vuole leggere come tutti gli esseri viventi, ha qualche passione che sta a cuore. Durante la mia adolescenza leggevo pochissimo ma mi stimolavo a volte sfogliando pagine di libri che parlavano di elfi, magie,misteri, luoghi misteriosi. I miei genitori non potevano sempre soddisfare le mie esigenze cosi iniziai il percorso casa-biblioteca comunale-casa. La biblioteca comunale era quello che faceva per me, era il mio “santuario” della sapienza. Il silenzio, la concentrazione, la mia curiosità sempre insoddisfatta mi conduceva sempre in quel posto da dove nacque la mia grande passione per la lettura. Nessuno si era mai permesso di obbligarmi a leggere ma è bastato un pò di volte in biblioteca per avere le idee chiare. Non ricevetti mai 10 euro per un libro, in compenso ci guadagnava la biblioteca perchè non riconsegnavo mai in tempo il libro preso a noleggio.

Le cinque essenze

Un ennesimo cambio di template solo perchè amo il minimalismo ed ero alla ricerca di qualcosa di molto sobrio ed elegante dove i contenuti sono messi in rilievo come marchiati a fuoco. Sono proprio i contenuti che rivestono l’essenza della scrittura, che sia un’articolo, una poesia oppure un racconto. Si parte proprio da questo concetto: il pezzo da pubblicare nel blog, in questo piccolo e grande spazio dove tutto ciò che vogliamo scrivere viene pubblicato. Si parte dal pensiero che crea una forma, un’energia sottile ma durevole che innesca un meccanismo alchemico ed una forte connnessione con noi stessi. Racchiudo in questi cinque punti cardine il mio punto di vista nella scrittura in un blog. Il primo punto è la connessione perchè una volta entrati nella cosiddetta “blogosfera” si scoprono porte che prima non si erano mai viste. La seconda è la condivisione perchè non scrivo per me stesso ma davanti ad una piu’ o meno folta platea.  Ciò che scrivo sarà letto. Ciò che scrivo potrà essere condiviso. Le informazioni che immetto nel blog sono a disposizione del pubblico, degli utenti della rete, dei suoi lettori. La partecipazione. Se un blog non è un mondo isolato dagli altri mondi non lo sono nemmeno io. gni articolo pubblicato è soggetto a esser commentato. Io, blogger partecipo(deve partecipare!) ad altri blog, non solo per promuovere me stesso ed il mio spazio, ma anche per migliorami, per apprendere nozioni che prima non conoscevo. Una sinergia indissolubile quella tra me e gli altri amici blogger. La discussione. Un post attira i commenti e like, attira l’energia di altri blogger. Colui che legge da fuori non è piu’ un semplice utente-lettore ma viene coinvolto come partecipante ed ha la piena facoltà di esprimere il proprio giudizio, di confutare ciò che io ho scritto e di ampliarne i punti di vista. Un pò come stare seduti alla tavola rotonda di Re Artu’ dove io blogger posso dare inizio alle danze delle discussioni. Infine, l’ultima essenza è l‘espressione. Io, blogger, pur trattando temi informativi e non necessariamente della mia vita privata, offro sempre una parte di me stesso. Il blog diventa una vera e propria forma di espressione dove io posso attraversare me stesso cercando dentro di me le parti migliori da scrivere. Scrivere per rivelarsi completamente al mondo.