Il femminino sacro

Il 15 aprile 2019 l’incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi. Un evento che ha messo un pò in subbuglio tutta la stampa europea. Il fatto purtroppo ha destato notevoli perplessità e dubbi sia per il motivo scatenante dell’incendio sia per quanto riguarda la storia e la simbologia di un luogo che da secoli è considerato il centro del femminino sacro. Quanti sanno che la cattedrale di Notre-Dame de Paris è un progetto templare dedicato in apparenza alla Maddalena, ma in realtà alla Dea Madre, la Terra? “Notre-Dame, dopo Chartres, doveva servire a «riportare sulla Terra l’energia femminile, oscurata per secoli dal Vaticano” ha dichiarato Paolo Franceschetti ricercatore italiano che si occupa di misteri e di rituali. Il web come sempre anche a distanza di tre mesi, è ancora a caccia del possibile incendio doloso, come pure le autorità parigine che hanno escluso la pista di natura terroristica. Continua Franceschetti: ”  L’ombra del templarismo, però, negli ultimi anni ha scosso Parigi: richiamavano direttamente la simbologia templare gli attentati affidati alla manovalanza dell’Isis. Una strana “firma”, per siglare fatti di sangue particolarmente efferati, come se si trattasse di una vendetta: proprio a Parigi fu bruciato sul rogo Jacques de Molay, l’ultimo gran maestro dell’Ordine del Tempio, i cui superstiti poi confluirono in parte nella futura massoneria.” Notre Dame è una delle chiese, insieme alla cattedrale di Chartres piu’ significative nel mondo del templarismo. Anche se Chartres esteticamente è molto piu’ bella di Notre Dame è assai piu’ decifrabile e meno criptica, cosicchè i Templari diedero origine al progetto di Notre Dame laddove la simbologia templare non è cosi facile da “tradurre”. Quindi Notre-Dame è un gradino sotto Chartres, come bellezza, però è il simbolo della divinità femminile: per questo non l’hanno chiamata “Maria, madre di Gesù”, o Madonna. No, è Notre-Dame: nostra signora, cioè un titolo generico dato a una divinità femminile. Nella cattedrale parigina i Templari adoravano una divinità femminile, non la Madonna ma Maria Maddalena. Del resto anche Dante Alighieri, nella Divina Commedia accenna non al nome di Maria di Nazareth ma di una figura femminile non ben identificata in quel contesto. Senza mai alludere a Maria, madre di Gesù, i Templari hanno dedicato alla “madonna” tutte le loro chiese. Colui che invece fu il capostipite e fondatore, anche se non ufficiale, dei Templari fu San Bernardo che volle ripristinare il culto del femminino sacro, violato dalla chiesa cattolica che era prettamente maschile e con tale potere distrusse tutto ciò che era rappresentato dal femminile. Fu questo che i Templari ripristinarono, costruendo una serie di cattedrali (Amiens, Abbeville, Reims, Chartres, Notre Dame, Le Mans, Bayeux Rouen), che non a caso – se unite idealmente da trattini di penna, sulla carta geografica – formano la costellazione della Vergine. Tutto questo per riportare sulla Terra il culto della femminilità sacra a cui i Templari erano devoti e grazie all’innalzamento verso il cielo delle guglie, gli stessi traevano le energie pure che una volta convogliate nel terreno conferivano a quei luoghi mistici il nome di “Centrali energetiche”.

Ritorno

Buongiorno carissimi amici follower, rieccomi a voi dopo quasi un mese di assenza; un’assenza dovuto principalmente per motivi personali ed in parte anche professionali ma che comunque non ha intaccato minimamente la mia voglia di comunicare e di scrivere. Piuttosto dovrei dire che questo periodo “sabbatico” forzato o meno non è accaduto per caso e tutto ciò che non avviene per caso ha una motivazione per accadere e per far riflettere su quanto è accaduto. Ritorno a scrivere nel mio spazio piu’ forte di prima. Grazie.

Un tempo eravamo

Se una razza o piu’ razze aliene hanno creato, plasmato e formato la razza umana sicuramente avranno pensato che avrebbero potuto sistemarci su questo bellissimo pianeta ricco di meraviglie e di splendori e quindi che avremmo sicuramente fatto cose egrege per le quali eravamo stati “programmati” (passatemi il termine). Però qualcosa non funzionò per il verso giusto e quello che probabilmente un tempo noi umani eravamo in grado di essere con la felicità, le grandi creazioni, l’evoluzione mentale e spirituale, l’amore, ecc., con il passare del tempo tutto questo scomparve e l’involuzione iniziò a prendere forma creando non pochi problemi a tutta l’umanità. Un tempo si accettavano le limitazioni e si superavano gli ostacoli piu’ insormontabili oggi invece abbiamo creato una vita di limitazioni trasformandole in tenaci verità che ci tengono separati dalla realtà inducendoci a giudicare gli altri ed anche noi stessi. Un tempo eravamo nudi e scalzi, oggi invece viviamo al passo con le mode e il narcisismo ci limita solo all’irraggiungibile bellezza interiore. In tempi migliori eravamo grandi creatori, progettisti, menti infallibili oggi ci siamo lasciati prendere dalla fobia e dalla paura di essere imperfetti e viviamo rinchiusi dentro alle città impregnate di ipocrsie ed utopie. Un tempo vivevamo da imperatori oggi pensiamo di esserlo ancora ma lo scettro che abbiamo nelle mani è solo il frutto di una consapevolezza miserabile che lascia il tempo che trova. La nostra credibilità ha perso energia secoli dopo secoli con lotte, battaglie, guerre e soprattutto con il potere politico ed economico che ha creato solamente il caos, quello stesso caos che ha creato dentro di noi l’illusione di essere i protagonisti sul palcoscenico quando invece siamo solo spettatori. Però se siamo tutto questo e ne siamo consapevoli che in questa “ignoranza” può risorgere quel flusso di pensiero illimitato che può portarci alla genialità, alla creatività e ad una vita da protagonisti allora saremo pronti per spiccare il volo verso il sole dell’illimitata esistenza.