Stare bene

Questo che stiamo vivendo è uno dei periodi piu’ oscuri e piu’ tragici del dopoguerra italiano. Innegabile che noi italiani stiamo trascorendo questo periodo di quarantena a casa nostra con le nostre famiglie oppure anche chi sta trascorrendo da solo, ma siamo tutti alla ricerca di qualcosa che ci faccia stare bene con noi stessi. Credo che il percorso per il benessere interiore sia la chiave che può aprire mille porte. Spesso e con gioia mi applico a piccole meditazioni quotidiane di musicoterapia, di rebirthing e di yoga ma questo lo facevo anche in tempi anche di non-corona virus. Sempre prima dell’avvento del corona virus spesso molte persone mi chiedevano cosa facevo per stare bene. Rispondevo: viaggiare con la mia motocicletta. Tornerò a viaggiare con la mia moto… Spero molto presto. Per stare bene con me stesso e cosi che anche voi possiate avere un piccolo vademecum per il vostro benessere soprattutto in questo periodaccio, ho stilato alcuni punti che ritengo siano indispensabili o quanto meno possono suggerirvi delle grandi opportunità di crescita interiore.
Primo punto, lavarsi spesso il viso con acqua fredda è rigenerante per lo spirito e combatte il senso di noia. Il secondo punto è fare una bella telefonata o una video-chiamata con chi abbiamo il cuore aperto, per lei o per lui. Stimola il quarto chackra quello dei sentimenti. Il terzo punto è fare una camminata con consapevolezza. In tempo di restrizione governativa e con il rischio ancora alto di contagio si può fare indossando mascherina ma rimanendo nelle vicinanze della propria abitazione. Mi raccomando non andate oltre. Non rovinate però la camminata martoriandovi con pensieri negativi e preoccupazioni; camminate piuttosto in modo consapevole: sentendo i vostri piedi attaccati alla terra, quasi un tutt’uno con l’elemento terra. Preparare una play-list musicale da ascoltare giorno per giorno. Con la musica che piu’ vi aggrada. L’accostamento sublime delle note può avere un profondo impatto sul nostro stato d’animo, permettendoci di far svanire, nota dopo nota, le amarezze della vita e lasciarci riscoprire la gioia del momento presente. La lettura è un’altro importantissimo punto per ritrovare se stessi, e stare bene leggendo sempre e continuamente anche magari per ore intere (ho alcuni record personali). Leggere è come agganciarsi ad una fune che ti salva da ogni pericolo. Non dimentichiamo cari amici anche il respiro… Respirare. Spesso sottovalutiamo l’immenso potere di quella che è forse l’azione più semplice e che più spesso compiamo nel corso della giornata: respirare. In realtà, tornare a concentrarci sul nostro respiro e, soprattutto, farlo in modo corretto può essere un’arma a nostra disposizione, estremamente potente. Come ultimo punto ho lasciato la lista delle cose di cui siamo piu’ grati. Sentirsi grati per qualcosa. Tutto quello che bisogna fare per provarla quotidianamente è… ricordare ciò per cui possiamo e dobbiamo essere grati. Un’occasione d’oro da non sottovalutare perchè piu’ siamo grati e meno saranno le nostre lamentele nella vita e con meno negatività penseremo.

Bibliotecando

La cosa migliore da fare quando non si vuole leggere è non forzarsi per forza a leggere perchè gli altri te lo consigliano o come quando si andava a scuola, eravamo obbligati a leggere sui libri di testo. La convinzione ha quasi un sapore di obbligo, difficilmente anzi raramente sono un buon consigliere nella vita ma a vanto sono un ottimo consigliere  per  incoraggiare le persone a leggere libri. Riempire un soggiorno o una camera di libri senza averne letto alcuno, è una vera tragedia perchè si crea un’imposizione anche auto-imposta. A scuola avevo lo zaino pieno di libri ma non per questo avevo voglia di leggerli. Portare un non-lettore in libreria è come portare un violinista di musica da camera ad un concerto heavy-metal. E’ importante quindi il concetto della sfida; una sfida per quei non-lettori che non hai mai preso in mano un libro e che non hanno intenzione di farlo. Premiarli, come spesso avviene nelle scuole degli Stati Uniti, con una piccola mancia. “Se leggerai questi libro in una settimana, ti darò 10 euro“. In poche parole si incentiva la sfida con una ricompensa finale. Nella sfida, per funzionare, deve esserci creatività, bisogna renderla appetibile, stimolante ma bisogna anche avere la cassa piena; sono tantissimi i non-lettori in Italia, forse troppi. Chi non vuole leggere come tutti gli esseri viventi, ha qualche passione che sta a cuore. Durante la mia adolescenza leggevo pochissimo ma mi stimolavo a volte sfogliando pagine di libri che parlavano di elfi, magie,misteri, luoghi misteriosi. I miei genitori non potevano sempre soddisfare le mie esigenze cosi iniziai il percorso casa-biblioteca comunale-casa. La biblioteca comunale era quello che faceva per me, era il mio “santuario” della sapienza. Il silenzio, la concentrazione, la mia curiosità sempre insoddisfatta mi conduceva sempre in quel posto da dove nacque la mia grande passione per la lettura. Nessuno si era mai permesso di obbligarmi a leggere ma è bastato un pò di volte in biblioteca per avere le idee chiare. Non ricevetti mai 10 euro per un libro, in compenso ci guadagnava la biblioteca perchè non riconsegnavo mai in tempo il libro preso a noleggio.