Quell’apparente stato di calma

La pandemia scatenata dal Coronavirus Covid-19 ha trasformato il caos organizzato della società dei consumi che abitiamo in un mondo apparentemente in stato di calma. Non che prima ci fosse calma e pace, anzi il regno del caos gestiva la nostra esistenza in lungo e in largo ma in tempi di mascherine e di restrizioni domiciliari, sono nate le aggravanti. Guardare le immagini di città abbandonate, deserte ,è davvero grottesco e surreale. Ma vero…purtroppo vero. I cinque continenti mostrano tutti lo stesso volto: strade vuote e città simili a lande desolate.Tutto si è fermato e tutto si è fermato, per la prima volta, insieme. Paradosso. Gli agglomerati urbani non sono mai stati cosi affollati come adesso: ognuno nella propria casa con la propria famiglia. Non era mai successo che le macchine per abitare funzionassero così a pieno regime con un fabbisogno così alto di energia per farle vivere. Queste macchine per abitare sono fornite di ogni bene di consumo. Insieme alle fonti di sostentamento materiali, potrebbero contenere molte cose immateriali di cui sappiamo poco perché non ci sono indicatori in grado di segnalarle. Per esempio risentimenti, rivendicazioni, rabbia, odio. Sentimenti, stati d’animo fino ad ora mostrati con pudore in pubblico e quasi mai collettivamente. Più in generale uno stato di malessere che il coprifuoco di questi giorni tiene nascosto. Vedremo cosa succederà quando le città riprenderanno il ritmo del lavoro e si ritornerà in strada. Il senso di sicurezza che abbiamo rimanendo nelle nostre case, nei nostri appartamenti quanto ancora potrà resistere? La pandemia è un contagio batteriologico virale e mortale se non viene curato con un vaccino. La pandemia ci ha reclusi in casa soprattutto perché non ci sono spazi sufficientemente grandi all’aperto da contenerci tutti, anche se a debita distanza. Nella maggior parte dei grandi agglomerati urbani si costruisce ovunque, le città sono fatte di sole case. Non c’è più il vuoto. È tutto pieno. Chi costruisce deve anche creare spazi liberi per la conservazione del vuoto, affimchè il sovraccarico non ci accechi e il vuoto giovi al nostro ristoro. Una volta terminata la quarantena…

Anti-costituzionale o leggitimo?

E’ vero che le denunce e le sanzioni penali per chi esce da casa in questo periodo di “quarantena” sia anti-costituzionali? Il 5% della popolazione italiana non rispetta le regole, piu’ del numero degli infetti. Il diktat però, miei cari amici deve venire piu’ dalla nostra coscienza e non tanto dal legislatore che è costretto a varare misure cautelative e precauzionali nonchè restrittive per aiutarci a salvare la nostra pellaccia. C’è un aspetto però che in questi giorni è saltato all’occhio dei costituzionalisti e che potrebbe minare e far saltare l’intero architrave delle denunce fin’ora collezionate. Un giorno, speriamo molto presto, quando tutto questo sarà definitivamente chiuso e si potrà tornare alla “normalità”, i giudici e le varie sezioni della giustizia italiana riusciranno a stanare tuto ciò che è contenuto in questo Dpcm (Decreto Presidente Consiglio dei Ministri). La mia domanda è: le sanzionali penali Corona Virus sono davvero anti-costituzionali? Il Dpcm decreta che vi siano norme attue a “immobilizzare” noi cittadini a casa, restringendo cosi la libertà di movimento di tutti noi. Andiamo a dare un’occhiata all’articolo 16 della Costituzione Italiana secondo cui ogni cittadino può circolare liberamente nel territorio, salvo il limite imposte dalle leggi….appunto e non da un Dpcm Il sistema giuridico italiano è a forma di piramide dove all’apice troviamo la Costituzione Italiana a scendere troviamo i Regolamenti UE, Direttive UE poi le leggi ordinarie, i Decreti Legge e quelli legislativi a seguire le leggi regionali, il regolamento del potere esecutivo e infine alla base ci stanno gli usi e le consuetudini. In poche parole una fonte di rango inferiore (seguendo il percorso della piramide) non può modificare o abrogare una legge cosi come un Dpcm non può in nessun caso modificare un’articolo della Costituzione. Le sanzioni potrebbero essere anche essere illegittime perchè se la norma penale era già scritta nell’articolo 650 del Codice Penale diventa una norma di carattere amministrativo e non dal legislatore quale il presidente del Consiglio. In buona sostanza il Dpcm è un regolamento non è una legge e come tale viola l’articolo 16 della Costituzione italiana e non può disporre limitazioni alla libertà dei cittadini. La sanzione penale non può essere considerato reato in quanto non è stato previsto da una norma di legge varata dal Parlamento. A questo punto, se la mia ricerca è corretta non ci sarà alcuna sanatoria per coloro che hanno preso multe e denunce in questi giorni di restrizione e bisognerà avvalersi di un buon avvocato e singolarmente ogni cittadino che è stato dichiarato colpevole di aver violato le normative in fatto di restrizione, dovrà recarsi davanti ad un giudice per richiedere il “rimborso”. Il presidente del consiglio Conte si è creato uno scudo normativo. Ancora prima dell’avvento del corona virus, è stato deliberato un decreto legge, che è diventato a tutti gli effetti una legge che è andata ad applicare la normativa del Dpcm. Possiamo girare come vogliamo ma la ragione è sempre quella, fatta la legge trovato l’inganno, l’inganno è di chi ha formulato tutto questo forse anche pensando alla nostra salute che è il ben piu’ prezioso ma salvaguardando anche la propria poltrona.