Coscienze dormienti

Non siamo pazzi, ma ci stiamo soltanto svegliando anche se a piccoli passi e spesso anche un pò troppo piccoli. Uomini e donne si stanno riconnettendo con la propria anima, molti stanno soffrendo perchè non si sentono più parte della società. Non si sentono compresi nel loro meraviglioso cambiamento evolutivo, proverete un allontanamento da familiari amici, e tutto ciò che vi circonda.  E’ il prezzo che si paga quando l’essere umano imperfetto sente il bisogno di quel risveglio che lo porterà al cambiamento. Voi sarete spazialmente cambiati e vi sentirete come se steste camminando tra due mondi, poichè la vostra consapevolezza transita nella nuova energia e il corpo talvolta rimane indietro. Avrete una sensazione di solitudine anche in compagnia di altre persone. Il distacco, temporaneo, della coscienza dal corpo fisico, dalla materialità della vita quotidiana. Sentire quel bisogno di rimanere da soli, passare piu’ tempo in mezzo a cose semplici, nel silenzio ma perdendo passioni legate alla fisicità terrena provando pochissimi desideri. Accettate questo momento, è simile alla riprogrammazione di un computer, avete bisogno di staccare per un breve periodo, desiderio di condividere conoscenza, saggezza, verità con gli altri. Incremento della gnosi, capacità di comprendere i misteri nelle parole e scritture. Consapevolmente è facile a dirsi ma il coraggio di provare, solo per averci provato di liberarsi di rigidi schemi mentali, imposti dalla comunicazione, dalla professione incominciando a percepire sentimenti puri, un profondo desiderio di libertà rifiutando qualsiasi schema o programma sociale limitativo. Consapevolezza che siamo tutti interconnessi e siamo tutti l’uno, non è pazzia, perchè ci sono milioni di persone nel mondo che condividono questo risveglio con te.

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Ciak si legge

La mia passione per la lettura e per il cinema in particolare per le sceneggiature nonchè per la musica e per tutte le arti piu’ fini ha preso in me il sopravvento da oltre 30 anni. Trent’anni di passioni e di difficoltà, soprattutto in questi ultimi due mesi quando ho intrapreso l’avventura di scrivere una sceneggiatura completa. Come un buon scrittore deve essere in primis un ottimo lettore, e credo di rientrare in questa lista, può essere anche un ottimo sceneggiatore. Molti sceneggiatori sono loro stessi gli autori di grand best-seller e produttori cinematografici di eccellenza come Stephen King, tanto per citarne uno e sfornano capolavori di impareggiabile bellezza. Vogliamo parlare di Aldous Huxley autore di “Alice nel paese delle meraviglie? Oppure di F. Scott Fitzgerald per “Via col vento”- Diventare scrittore o sceneggiatore richiede studio e dedizione, come ogni altro mestiere. Se trovi in giro qualcuno che promettere di insegnarti come scrivere e vendere libri con poco tempo e poco impegno, scappa! Scappa, finché sei in tempo! Applicandomi totalmente alla sceneggiatura ho scoperto che potrei diventare un discreto scrittore amatoriale perchè il lavoro che sto facendo è il metro di misurazione delle mie attitudini e capacità. Io diversifico lo scrittore professionista dallo scrittore amatoriale. Entrambi sono scrittori, solo che il primo riesce a lavorare con la scrittura, mentre il secondo la utilizza solo coma valvola di sfogo, come passione, senza che diventi una fonte di reddito. Allo stesso modo. Scrivere sceneggiature non è diverso dallo scrivere libri, per molti versi. La differenza fondamentale è la coralità. Un libro è un’opera solitaria. Si scrive per conto proprio, nella propria stanza, chiusi nel proprio mondo. La sceneggiatura, invece, è un lavoro di gruppo. L’idea puoi averla tu e le pagine puoi scriverle tu, ma poi il tutto deve essere rivisto in fase di realizzazione dell’opera. Passione, tecnica ed impegno sono le tre grandi doti che devono essere parte integranti del nostro lavoro ma se siamo anche dei buoni lettori e mangialibri tutto può diventare molto piu’ semplice.

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Un caffe’ con il passato

“Il passato deve essere come un museo:
puoi entrare, guardare e uscire”

Non si può vivere di passato, perchè altrimenti prima o poi esso stesso verrà alla nostra porta e busserà. Ingenuamente lo faremo entrare e accomodare in soggiorno.  Prenderà il caffè insieme a noi e non se ne andrà piu’.  Tirerà fuori l’album delle “fotografie”  ed i ricordi inizieranno ad emergere dal fondo. Questo è ciò che vuole il passato mentre sorseggia il suo caffè.  Il passato è passato soltanto quando lo lasciamo alle spalle davvero. Non prendiamoci in giro dicendo che lo è quando in realtà stiamo continuando a riviverlo ogni giorno. Quindi perchè sprecare energie riversandole su un tempo, su persone e su cose che non torneranno? Arriveranno altre persone, altre cose ed un tempo nuovo tutto per noi. 
Appena avrà terminato di sorseggiare il suo caffè il passato uscirà dal nostro salotto e sbattendo la porta  tornerà da dove è venuto. 

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