Toxic food

Tossicodipendenza alimentare, avete mai sentito questo termine? Da sempre ci hanno insegnato che per vivere bene bisogna anche nutrirsi bene. Se osserviamo il nostro stile di vita, vediamo che l’alimentazione oggi non è più uno strumento al servizio della sopravvivenza.
Mangiare è diventato:
– un’opportunità per incontrarsi,
– un modo per allentare le tensioni,
– l’occasione per fare festa,
– un antidepressivo,
– il momento in cui raccontare e raccontarsi,
– un tempo dedicato a se stessi,
– una pausa che permette di riordinare le idee e di riflettere,
– un mezzo per scambiare l’affetto…
Tutto fuorchè il buon sano mangiare e cosi rimane lontano anni luce le vere ragioni del mangiare. Ci scambiamo ricette, parliamo di cucina, di particolari tipi di cottura, di salse, condividiamo gusti, scriviamo pagine di food-blog , ma portare alla bocca il cibo è diventato una vera compulsione. E naturalmente più mangiamo più aumenta la necessità di mangiare.
E più il mercato alimentare ci mette a disposizione golosità e occasioni sempre nuove per riempirci lo stomaco. Quello che mangiamo, infatti, lungi dall’essere sano e nutriente, è quasi sempre un concentrato di sostanze tossiche che ne permettono la conservazione garantendone la praticità a discapito della qualità. Siamo sempre affamati, sempre atavicamente e bramosamente dipendenti dal cibo e dal “qualcosa di buono” da sgranocchiare. Assoggetati alla vistose e coloratissime scatole contenenti cibi industriali che ci fanno perdere la bussola del km. zero. Siamo tossicodipendenti da un cibo che non riempie il nostro organismo di proprietà sane, anzi diventiamo veicoli e portatori sani di una tossicità alimentare che ci porta a non sfamarci mai facendo insorgere patologie nascoste da cui hanno origine tantZ\e altre malattie che sono causa di cancro e di tumori. Grazie all’offerta esagerata e a alla sollecitazione continua, la nutrizione si è trasformata in una droga legale e a buon mercato, al servizio di interessi economici sempre più consistenti. Mangiare è diventato tutto fuorchè accogliere dentro di noi un valore di nutrizione ed un importante apporto di energie sane ed equilibrate.

Il femminino sacro

Il 15 aprile 2019 l’incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi. Un evento che ha messo un pò in subbuglio tutta la stampa europea. Il fatto purtroppo ha destato notevoli perplessità e dubbi sia per il motivo scatenante dell’incendio sia per quanto riguarda la storia e la simbologia di un luogo che da secoli è considerato il centro del femminino sacro. Quanti sanno che la cattedrale di Notre-Dame de Paris è un progetto templare dedicato in apparenza alla Maddalena, ma in realtà alla Dea Madre, la Terra? “Notre-Dame, dopo Chartres, doveva servire a «riportare sulla Terra l’energia femminile, oscurata per secoli dal Vaticano” ha dichiarato Paolo Franceschetti ricercatore italiano che si occupa di misteri e di rituali. Il web come sempre anche a distanza di tre mesi, è ancora a caccia del possibile incendio doloso, come pure le autorità parigine che hanno escluso la pista di natura terroristica. Continua Franceschetti: ”  L’ombra del templarismo, però, negli ultimi anni ha scosso Parigi: richiamavano direttamente la simbologia templare gli attentati affidati alla manovalanza dell’Isis. Una strana “firma”, per siglare fatti di sangue particolarmente efferati, come se si trattasse di una vendetta: proprio a Parigi fu bruciato sul rogo Jacques de Molay, l’ultimo gran maestro dell’Ordine del Tempio, i cui superstiti poi confluirono in parte nella futura massoneria.” Notre Dame è una delle chiese, insieme alla cattedrale di Chartres piu’ significative nel mondo del templarismo. Anche se Chartres esteticamente è molto piu’ bella di Notre Dame è assai piu’ decifrabile e meno criptica, cosicchè i Templari diedero origine al progetto di Notre Dame laddove la simbologia templare non è cosi facile da “tradurre”. Quindi Notre-Dame è un gradino sotto Chartres, come bellezza, però è il simbolo della divinità femminile: per questo non l’hanno chiamata “Maria, madre di Gesù”, o Madonna. No, è Notre-Dame: nostra signora, cioè un titolo generico dato a una divinità femminile. Nella cattedrale parigina i Templari adoravano una divinità femminile, non la Madonna ma Maria Maddalena. Del resto anche Dante Alighieri, nella Divina Commedia accenna non al nome di Maria di Nazareth ma di una figura femminile non ben identificata in quel contesto. Senza mai alludere a Maria, madre di Gesù, i Templari hanno dedicato alla “madonna” tutte le loro chiese. Colui che invece fu il capostipite e fondatore, anche se non ufficiale, dei Templari fu San Bernardo che volle ripristinare il culto del femminino sacro, violato dalla chiesa cattolica che era prettamente maschile e con tale potere distrusse tutto ciò che era rappresentato dal femminile. Fu questo che i Templari ripristinarono, costruendo una serie di cattedrali (Amiens, Abbeville, Reims, Chartres, Notre Dame, Le Mans, Bayeux Rouen), che non a caso – se unite idealmente da trattini di penna, sulla carta geografica – formano la costellazione della Vergine. Tutto questo per riportare sulla Terra il culto della femminilità sacra a cui i Templari erano devoti e grazie all’innalzamento verso il cielo delle guglie, gli stessi traevano le energie pure che una volta convogliate nel terreno conferivano a quei luoghi mistici il nome di “Centrali energetiche”.

Future in progress

Conosciamo solamente una piccolissima parte dell’ignoto moto dell’universo e da tutto ciò che è formato. E, di conseguenza, conosciamo solo la corrispondente parte di noi stessi e di come funzioniamo a nostra volta. Dipende tutto da noi e da come ci approcciamo a questa comprensione cosi distante dal nostro essere. Le nostre menti sono limitate e quell’ordine supremo è comunque molto lontano. Crediamo di aver scoperto le leggi che governano questa parte di comprensione ma abbiamo tantissima strada prima di arrivare a scorgere quella luce lontana che ci illuminerà. Noi ci identifichiamo con la nostra piccolezza, crediamo di essere al vertice della scala evolutiva ma tra noi e gli uomini delle caverne di decine di migliaia di anni fa non c’è molta differenza, biologica e di pensiero. Presupponiamo con arroganza di credere al fato o a qualsiasi entità non di questo universo importi davvero delle nostre minuscole aspettative generate da una mente immatura. Pensiamo a Galileo quando affermò che era la terra a girare attorno al sole e non il contrario. Chi può essere così folle da dire che oggi non siamo nella stessa situazione? Che cioè non riusciamo ancora a vedere cose ed eventi che esistono ma che non riusciamo a percepire? Fino a quando non riusciremo a dire tutta la verità sulle rivelazioni che il mondo che ci circonda ci narra, esisterà sempre un “Dio” in cui sarà troppo facile e scontato rifugiarsi. Il uturo è ora, oggi. Il futuro è nel qui adesso ma è la consapevolezza che dovremo avere per raggiungere quel domani step by step, a poco alla volta perchè il processo di comprensione è complesso per noi umani, molto intricato.

Ma cos’è questa strategia?

Ancora oggi si parla di strategia della tensione; un termine che era in uso sul finire degli anni ’70, primi anni ’80. Questa strategia è rimasto ancora un mistero irrisolto perchè molteplici furono le cause che crearono nel nostro Paese quel periodo oscuro chiamato “anni di piombo”. Il disordine sociale, l’instabilità, la minaccia e il terrore sono i mezzi con cui, dietro le quinte del potere, per anni, un coacervo di forze – spesso in antitesi e in competizione tra loro – ha giocato una partita di morte dai contorni ancora in gran parte da definire. In primis troviamo i servizi segreti italiani che racchiudono forse politiche e militari di un certo rango e poi il mistero delle grandi logge segrete, il golpismo di estrema destra e le strutture armate occulte come “Gladio“. Una vera e propria Strategia della Tensione comincia a delinearsi in Italia, almeno nei suoi aspetti teorici, nella prima metà degli anni Sessanta che va a sfociare nel ’68 italiano con le lotte studentesche per poi passare al periodo delle “bombe dentro“; gli anni orribili dello stragismo piu’ forsennato. La Strategia della Tensione, quindi com un’ apparato perfettamente intercambiabile di uomini – per lo più servitori dello Stato ed i loro seguaci – al servizio di un’idea precisa: la conservazione del potere rispetto a qualsiasi forma di cambiamento. Un periodo costellato di episodi dubbi, sordidi, in cui il tentativo di reprimere i movimenti di contestazione si è realizzato attraverso una serie di stragi e di morti, e attraverso il ricorso sistematico alla repressione violenta e indiscriminata. Alcune parti del movimento nel corso di questi anni si sono dati alla lotta armata in clandestinità, mettendo a segno a loro volta attentati e azioni terroristiche, contribuendo a rendere fortemente conflittuali e sempre più complesse le dinamiche degli “opposti estremismi”.