L’oro del mondo

Tempo di Olimpiadi, Tokyo 2020.
Tamberi e Jacobs arricchiscono il bottino azzurro a Tokyo, portando il nostro medagliere a quota 27. Anzi, virtualmente sono 28 visto che la coppia del Nacra 17 Tita-Banti è già sicura almeno dell’argento.
La gioia che si trasforma in lacrime e l’incontenibile energia di questi due ragazzi che oggi sono stati consacrati sull’altare d’oro delle Olimpiadi moderne. Lo sport semplice, la macchina del calcio “finalmente” dopo la vittoria agli europei si è fermata per lasciare spazio agli sport, cosiddetti minori ma che minori non sono a nessuno. Sembrava un Olimpiade difficile, dove ci sono state profonde delusioni nella scherma e nel tiro. Piazzamenti e nemmeno premi di consolazione. In un attimo però è cambiato tutto e forse questo dovrebbe insegnarci qualcosa sul nosro eterno pessimismo e sulla costante sfiducia dei propri mezzi. Proprio quando non ci aspettiamo nulla e pensiamo che tutto è finito in una bolla di sapone, è il momento in cui accade l’imprevedibile ed i record vengono battuti e superati grazie all’impegno ed alla passione di questi atleti nostrani, fieri ed orgogliosi di appartenere a quell’ Italia che per generazioni ha regalato successi ma anche sconfitte. Perchè è proprio dalle sconfitte che nascono le grandi gesta eroiche degli atleti, perchè questi atleti hanno saputo innanzitutto imparare a perdere e poi a vincere. Mai nessun italiano in 125 anni di Olimpiadi aveva neanche partecipato alla finale dei 100 metri. Tra le 14.43 e le 14.53 del primo agosto 2021, abbiamo vissuto qualcosa che nessuno poteva immaginare. I due ori più belli e inattesi, siamo l’Italia, siamo l’oro del mondo.