Noir è bello

Ho fatto una piccola statistica tra le persone che conosco e che amano leggere e la maggior parte degli intervistati hanno risposto che si sono avvicinati al genere noir perchè secondo loro, rilassa e fa stare bene. Anche a me piace il genere; seppur leggo libri noir da pochi anni, insomma non ho niente contro i gialli! Posso allora fare la domanda senza timore di mostrare ostilità: perché si leggono tanto le storie di crimine e di investigatori e poliziotti? La risposta è semplice: le spy story piacciono e prendono bene soprattutto per il realismo con le quali sono scritte. Leggere un libro noir è come leggere un libro di fiabe dove il male viene incanalato ed esorcizzato, diventa spiegabile. I romanzi gialli invece sono molto piu’ aperti nei contenuti e nelle situazioni. Il noir è l’alternativa al romanzo giallo è il rovescio della medaglia. Leggere un noir, è come bere una tazzina di caffè rigorosamente amaro. Sono letture specifiche, mirate, diverse e dal sapore forte. E, tra i lettori, c’è chi le ama e chi proprio non le può avvicinare. Un altro esempio che mi è stato illustrato da un amico interpellato e che mi ha fatto sorridere è il paragone che ha fatto tra il noir ed il caffè amaro. Il caffè amaro, senza zucchero ha un sapore forte ed intenso e lo bevi lentamente assaporandone l’aroma e ti lascia in bocca l’intensità e la fragranza. L’ultimo noir che ho letto è stato “Non sparate sul pianista” di David Goodis lo consiglio davvero con un buon caffè…amaro.