Piccole distanze

Non puoi cambiare una persona che non vede alcun problema nei suoi comportamenti. Puoi solo cambiare il modo in cui tu reagisci a quei comportamenti. Qualche giorno fa in presenza del produttore e di alcuni membri dello staff mi sono imbattuto in una profonda conversazione circa il comportamento umano e come noi reagiamo a coloro che si pongono a noi in modi un pò…poco ortodossi. Tutto questo è nato da una disquisizione su una scena che andava cambiata perchè l’ufficio castings sembrava mancante in quel momento di disponibilità di comparse (successivamente trovate). La responsabilità dell’accaduto era di competenza dello stesso ufficio castings e della produzione che avrebbero dovuto reclutare quanto prima il personale e istruire loro sul da farsi. Il classico tira e molla si è protratto per alcuni minuti finchè decisi di assumere un atteggiamento propositivo nei riguardi dell ufficio castings: lasciai sulla scrivania della produzione la scena. Dichiarai apertamente al produttore che se avessi trovato ancora defezioni e inutili incombenze dall ufficio castings, avrei provveduto a scremare quella scena riducendola ai minimi termini; le comparse non avrebbero potuto apparire sul set prima della scena finale con un prolungamento della consegna dell’opera. Quando la persona che abbiamo di fronte a noi non intende prendersi le sue responsabilità ammettendo di aver un atteggiamento poco consono, possiamo interrompere la dinamica nociva che si è instaurata scegliendo di non subire ulteriormente gli effetti nefasti di tale relazione prendendo le distanze, emotivamente e/o fisicamente, per tutelarci. In questo caso mi sono allontanato dal produttore e dall’ufficio castings che non volevo prendersi le loro responsabilità imputando la colpa alle stesse comparse. Non possiamo e non dobbiamo cambiare gli altri ma questo non significa che dobbiamo subire passivamente i loro metodi di comunicazione. L’errore sarebbe di pensare che siano loro ad avere, metaforicamente parlando, “il coltello dalla parte del manico”, obbligandoci a subire le loro angherie; nel caso in cui non cambiassero loro, possiamo sempre cambiare noi, ponendo fine ad un’interazione tossica che si prolungherebbe oltre misura qualora fossimo costretti ad aspettare un segno di buona volontà e/o di consapevolezza da parte loro.

4 pensieri su “Piccole distanze”

  1. Quando non si trovano punti d’incontro, l’interruzione (anche parziale) di una conversazione la vedo una strategia adatta.
    Questo permette a tutte le parti in gioco di riflettere.

    Poi, sulla questione specifica, non mi pronuncio. Non ne conosco i dettagli, ma mi azzardo a dire che a volte casting e produzione hanno limiti di budget, non di idee.

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