Un’estate al mare, stile drone balneare

Ogni giorno leggo i quotidiani online e poi traccio una serie di elenchi di notizie più’ o meno interessanti ma capitano anche notizie che lasciano un pò perplessi come quella dei droni nelle spiagge italiane che avranno il compito di controllare la distanza regolamentare tra le persone come previsto dal decreto Covid-19. Una volta si andava con i racchettoni oggi girano i droni sulle teste dei bagnanti, comprendo che l’emergenza Corona virus ha cambiato un pò i modi di vacanzieri di agosto ma ha cambiato anche la vita dei gestori dei lidi a pagamento. In Italia abbiamo 7.000 km. di costa in questi lidi ci abitano 17 milioni di persone che in alta stagione possono anche raddoppiare. L’istituto superiore della sanità per logica teme che affollamenti, assembramenti e spostamenti possono provocare contatti e come sappiamo, senza allarmismi, il Covid-19 è ancora presente seppur in forma meno aggressiva. L’ISS raccomanda di prenotare anzitempo l’accesso agli stabilimenti balneari, di seguirei i percorsi dedicati e contrassegnati, di garantire il famigerato distanziamento interpersonale di almeno un metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, anche quando è l’ora del bagno nelle calde acque italiane. Il controllo della temperatura corporea che non deve supere i 37 gradi, divieto di qualsiasa forma di aggregazione che possa creare assembramenti in luoghi dove ci sono feste, sagre, musica e locali da ballo.
L’estate italiana sarà condizionata da un unico comun denominatore: la paura. Quella paura di riconnettersi ancora con il Covid-19, di tornare ad una quarantena che devasterebbe tutto il sistema Italia, di contrarre il virus dal vicino di ombrellone che non mantiene le distanze e che potrebbe far innescare risse lungo le spiagge e denuncie con allegate multe da capogiro. Il drone continuerà a volteggiare sopra le teste del bagnante italiano con una strafottenza della privacy spregevole ed inadeguata. Un’estate al mare ma con poco stile balneare.

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