Finchè morte non vi unisca

Qualche giorno fa un mio carissimo amico che conosco da moltissimi anni e con il quale ho un ottimo rapporto di collaborazione, mi ha gentilmente spedito via e-mail questo, chiamiamolo… accadimento paranormale, avvenuto negli Stati Uniti negli anni ’30 ma che soltanto in questi ultimi tempi è tornato a galla nelle cronache del “mistero”. Spero e mi auguro che durante la lettura le parole non ledano i vostri sentimenti e la vostra sensibilità ma è importante, e mi rivolgo anche a coloro che sono scettici, estraporlarne i contenuti piu’ profondi per una migliore interpretazione del fatto.

Maria Elena Milagro de Hoyos era la più bella ragazza mai vista a Key West, negli Stati Uniti. Erano gli Anni 30 e la vita per gli immigrati cubani non era facilissima, ma Maria era bella ed era figlia di un produttore di sigari, quindi non aveva grossi problemi. Chiunque la incontrasse se ne innamorava perdutamente poiché aveva lunghi capelli neri e un corpo snello e atletico. Era il 22 aprile del 1930 quando conobbe il dottor Carl Tanzler che si invaghì di lei all’istante. Carl Tanzler era un medico di origine tedesca che disse di averla sognata, di aver avuto diverse visioni di lei in abiti eleganti, sorridente coi capelli lunghi addormentata e che si svegliava quando lui la baciava… Quasi da fiaba. La ragazza però si ammalò di tubercolosi e, nonostante gli sforzi del medico, morì nel 1931 a casa dei suoi familiari. Era una notte di luna piena senza stelle quando Tanzler entrò al cimitero di Key West per trafugare il corpo della giovane per portarlo nel suo laboratorio. La distese su un lettino, nuda, illuminata solo dalla fredda carezza della luna. Carl Tanzler le si avvicinò delicatamente accarezzandole il viso e poi affondò il bisturi nel suo torace. Estrasse tutti gli organi sostituendoli con altri organi non distrutti dalla malattia, organi umani trafugati da altri cadaveri più “freschi”. Passò giorni provando a riportarla invita, senza mai uscire dal suo laboratorio, senza presentarsi al lavoro. La apriva, la ricuciva con amore e attenzione, accarezzandole i capelli, lavandola e cambiandole anche i vestiti. Il suo amore crebbe diventando un’ossessione al punto che il dottore si trovò a consumare i suoi pasti seduto a tavola con di fronte il cadavere dell’amata a cui continuava a regalare gioielli e vestiti e di notte a infilarsi sotto le coperte con lei per ben 7 anni… A scoprirlo fu la polizia in una mattina del 1940 e Tanzler fu portato subito in carcere e processato. Non sarebbe strano aspettarsi che la giustizia avrebbe potuto sbatterlo in cella e buttare via la chiave ma non fu quello che accadde. Tanzler fu processato per aver trafugato il cadavere, ma non gli fu attribuito nessun altro reato oltre a questo. Passò due anni in carcere ricevendo numerose lettere di solidarietà per quel suo amore fuori dal normale. Tornato a casa riprese la sua vita come se nulla fosse, come qualunque persona comune anche se, quando morì, venne ritrovato un manichino di cera raffigurante Maria Elena nel suo letto. Anche se un poliziotto presente afferma che non si trattava proprio di un manichino, ma che sembrava proprio il vero cadavere della ragazza, nuovamente trafugato.

3 pensieri su “Finchè morte non vi unisca”

  1. Mah… un corpo inizia a decomporsi sin da subito, e bastano pochi giorni all’aria aperta per renderlo puzzolente e degradato. A meno di una imbalsamazione.
    Ma si sa che le stranezze sono all’ordine del giorno…

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