Parli la lingua italiana?

Nell’italico stivale la libertà è stata posta in un cantuccio, dentro ad un ripostiglio buio e polveroso lasciando il posto ad un guazzetto di termini anglosassoni che hanno trovato spazio per la loro diffusione grazie al plurale maestatis dettato dalle “apparizioni” sui social (spesso) e in tv (raramente) del prof. Giuseppe Conte, presidente del consiglio. L’analisi della terminologia e dei suoi controsensi parte dal primo caso: lo smart working il cui stesso governo nemmeno si è compiaciuto di pensare che in Italia la fibra ottica arriva nelle case degli utenti solo con una percentuale del 45% e non sempre si ottiene il maggior risultato con le tariffe applicate dagli operatori telefonici. Un esecutivo che ha in poche settimane impoverito e massacrato economicamente l’Italia adesso vuole la “scuola a distanza” così da devastare definitivamente anche quella. Poveri banchi di scuola. Il massacro della lingua italiana e della cultura stessa di un Paese che fa del turismo e della cultura il fiore all’occhiello invidiato in tutta Europa. Quando gli italiani si renderanno conto che il governo sta massacrando tutto ciò che di buono c’era ancora in Italia? Forse è troppo tardi perchè il turismo, l’arte, lo spettacolo, in questi giorni di “apparizioni” medianiche hanno subito una decimazione o meglio una tracimazione di vocaboli anglofoni. Ecco quindi che le pagine elettroniche e cartacee, degli organi d’informazione e dei media, hanno subissato il lettore e lo spettatore, o l’ascoltatore, di inutili termini come “runner” o “fake news”, o ancora “lockdown” o “task force” soltanto per dirne alcune tra le innumerevoli. Perché utilizzare “step” quando esiste la parola italiana “passo” oppure appunto “lockdown” invece di “blocco”, “task force” è semplicemente “manipolo, gruppo di esperti”, “fake news” vuol solo dire “notizie false” e “runner” non è legato né a Willy il Coyote né ad Arnold Schwarzenegger, quanto la semplice traduzione di “corridore”. Ci lasciamo sempre invadere e conquistare, felicemente, pacificamente, e così scriviamo “all inclusive” credendo sia meglio di “tutto compreso” o “background” per dire “sfondo” però paghiamo “cash”, ma pur sempre “in contanti” La lingua italiana non è qualcosa di statico ferma ancora alle origini ma è giusto che vi sia un’evoluzione nella terminologia soltanto che non trovo cosi coerente utilizzare termini d’oltre Manica quando esiste il corrispettivo nostrano. Corona “Vairus” di Luigi di Maio… a parte.

9 pensieri su “Parli la lingua italiana?”

  1. Oggi su Rai scuola dicevano che nel primo dopoguerra venne buttata giù una legge per abolire idiomi e dialetti vessati come non italici.
    Purtroppo parliamo pochissimo inglese facciamo veramente svhif in inglese e non sappiamo rapportarci a chi entra figuriamoci se andiamo noi all’estero
    Ho tre libri sul comodino che promettono di insegnarmi parecchio se almeno faccio gli esercizi

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  2. Sfondi una porta aperta : io sono ancora ferma al ‘ buon fine settimana’.
    Ma ho anche una mia teoria e cioè che questi termini vengano usati proprio per confondere chi ne ha poca dimestichezza di modo che il nulla che raccontano sia del tutto incomprensibile.
    Salutissimi🌻

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