L’indagine

Spesso mi capita di scrivere brevi pezzi di gialli o noir, giusto per non perdere il “vizio” di scrivere qualche racconto. Quest’oggi volevo proporvi un breve (se cosi si può definire) intitolato “L’indagine”.

Il commissario Montini e l’inseparabile agente Aletti, che non macnava mai di accompagnarlo nelle indagini, arrivarono sul luogo dell’incidente stradale proprio mentre gli uomini della scientifica iniziavano i loro rilievi di prammatica. Montini era già stato sommariamente informato via radio da una pattuglia della Polizia Stradale di quanto era accaduto su quella strada appena fuori dalla periferia cittadina.
<<Eh, certo che il nostro amico Colombo l’ha proprio scampata bella! – commentò Aletti scuotendo il capo. – Certa gentaglia ha davvero la pellaccia dura! >>
Il commissario Montini annuì: Bruno Colombo era un noto boss della malavita e capeggiava una gang che aveva dato parecchio filo da torcere alle forze dell’ordine, ma fin’ora non si era mai riusciti ad incastrarlo come meritava. Quel giorno, a quanto pareva, era scampato miracolosamente a un doppio rischio: non solo era riuscito a sfuggire ai rapitori, appartenenti ad una gang rivale, ma era uscito incolume dall’incidente stradale in ci i suoi potenziali killer avevano invece perso la vita. Adesso era lì che fumava tranquillamente il suo sigaro, mentre osservava gli agenti intenti ai rilievi. Appena vide Montini, gli sorrise con un’aria falsamente cortese. Prima di ascoltare il suo racconto, il commissario preferì dare un’occhiata alla macchina, schiantata contro un muretto che costeggiava la strada per un breve tratto. Era un vecchio modello di coupè a due porte: il cadavere del rapitore al volante aveva l capo reclinato sul poggiatesta del sedile anteriore destro.. L’atra vittima era seduta compostamente sul sedile posteriore sinistro, pareva quasi che dormisse.
Il boss Colombo si motrava desideroso di raccontare quello che era successo. Cosi prima di ancora che Montini gli rivolgesse delle domande dirette, gli si avvicino e disse:
<< Caro commissario, immagino che lei voglia sapere come si sono svolti esattamente i fatti...>>.
<< Naturalmente. Infatti sono proprio curioso di sapere come lei sia riuscito a cavarsela>>.
<< Eh, che vuole a quanto pare, la mia buona stella non mi ha abbandonato… Sero che questo non le dispiaccia...>>.
<< Ma le pare? Sono contento che lei sia uscito sano e salvo, anche se le confesso che vorrei vederla in ottima salute, ma dietro alla sbarre>>.
<< Lei ha sempre voglia di scherzare, commissario, eh? Beh, ma ora sti aa sentire quello che è accaduto: ero appena uscito di casa quando sono stato aggredito da questi due scagnozzi della banda dei Castellani, mi hanno colto di sorpresa e prima che potessi reagire in qualche modo, mi hanno cacciato sul sedile posteriore destro della loro auto. Poi sono partiti a tutta velocità. Avevo il presentimento che sarebbe accaduto un incidente, anche perchè l’uomo al volante mi sembrava un pò brillo. Infatti a un certo punto, dopo quella curva, la vettura ha sbandato; il conducente non è stato in grado di controllarla e si è schiantata contro questo muro. L’urto è stato terrribile, ma miracolosamente non ho subito alcun danno. Cosi ho approfitato, senza esitare della situazione favorevole e, immediatamente dopo l’impatto, sono balzato giu’ dall’auto e sono scappato, senza preoccuparmi della sorte dei due scagnozzi dei Castellani. Poco dopo ho incontrato una macchina della polizia e ho chiesto aiuto...>>.
<< Sempre a sua disposizione per aiutarla… a finire in galera… – replicò Montini. – Penso proprio che questa sia la volta buona, caro il mio Colombo: infatti la storiella che mi ha raccontato non è per niente credibile… Sicuramente ha costruito questa messinscena per coprire l’omicidio dei due scagnozzi...>>.
Il volto del boss Colombo divenne all’improssivo bianco.
<< Colombo, lei ha detto che saltato giu’ dall’auto agevolmente subito dopo l’incidente invece non è possibile che lei sia uscito dalla parte posteriore dell’auto quando quest’auto ha solo due porte e non quattro. Inoltre sui sedili anteriori c’erano i due scagnozzi che lei ha ucciso e non c’era via di uscita perchè questi sbarravano l’accesso alle portiere.>>

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