La villa degli amanti maledetti

Voglio raccontarvi una storia, accaduta veramente e di cui ho avuto il piacere di visitare il luogo laddove si svolsero i fatti.
Lomello è un piccolissimo paese in provincia di Pavia immersa tra campagne e risaie sulla provinciale 193bis sorge una villa abbandonata: Villa De Vecchi. La sua notorietà può essere paragonata a quella di un altra tenuta sovente al centro di storiacce di spettri e fantasmi, vale a dire Villa di De Vecchi di Cortenova, in Valsassina, meglio nota con il nome di “Casa Rossa”. Secondo la leggenda, a Villa De Vecchi la maledizione iniziò dopo che il proprietario della tenuta trovò la moglie assassinata e la figlia scomparsa. La storia di cui tanti in questo paese me ne hanno parlato è che un brutto giorno di fine estate del 1912 il proprietario di questa tenuta eretta in mezzo ai campi di riso tornò da una battuta di caccia. Ad attenderlo, sulla porta d’ingresso, avrebbe dovuto esserci la bella e giovane moglie sposata pochi mesi prima. Invece no, la sposina era all’ultimo piano della torretta della villa in compagnia di un giovane stalliere. Il proprietario lavò nel sangue il tradimento con due colpi di fucile, più un terzo per se stesso. Villa De Vecchi è in uno stato di abbandono totale. Abbandonata da oltre trent’anni, ma la proprietà, acquisita negli anni Settanta dal re del riso, Francesco Sempio, si è data da fare per limitarne il degrado e le incursioni di spiritisti, predatori e semplici curiosi. C’è un piccolo particolare che non quadra . Al bar del Paese di Lomello è appesa ad una parete la foto della villa datata 1931. molto probabilmente pochi giorni dopo la sua inaugurazione e, in piedi fermo avanti all’ingresso, si vede un uomo.  Si tratta di Pietro Cerri, il proprietario che la fece ricosruire e chiamare Villa Cerri. C’è qulache piccola estemporaneità: se la Villa venne costruita nel 1931, non poteva certo esistere 1912, anno in cui viene fatto risale l’omicidio-suicidio che avrebbe dato avvio alla maledizione, e se il proprietario era vivo e vegeto davanti all’ingresso nel 1931, non poteva certo essersi suicidato nel 1912. A questo punto, chiarito che Villa Cerri non fu teatro di alcun fatto di sangue, rimane da capire come si sia potuta sviluppare la leggenda degli amanti maledetti. Una brutta vicenda che vide un’intera famiglia sterminata a colpi di coltello da un rapinatore, anche se alcuni dicono che ci fosse di mezzo una storia di corna. Alla fine, comunque, il colpevole venne preso e giustiziato nel fiume Agogna, una delle ultime esecuzioni capitali della Lomellina. La vicenda risale ai primi dell’800, quasi 100 anni prima della leggenda su Villa Cerri, ma forse, mescolata con un altra storia di tanti anni fa che parla di una tresca amorosa fra due ex dipendenti della tenuta, potrebbe essere stato il trampolino di lancio della leggenda.

8 pensieri su “La villa degli amanti maledetti”

  1. 100 anni fa, senza TV, radio, con pochi che leggevano… le storie di questo tipo credo fossero frequenti.
    E venivano anche tramandate, acquisendo di generazione in generazione nuovi particolari.
    Però, cè anche da dire, spesso un fondo di verità lo avevano, magari disperso nel tempo.

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  2. Mi appassionano molto questi racconti che, soprattutto nei decenni scorsi, immagino fossero molto frequenti nei discorsi: mio nonno mi racconta sempre di “streghe”, case infestate o episodi strani.

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