Quell’apparente stato di calma

La pandemia scatenata dal Coronavirus Covid-19 ha trasformato il caos organizzato della società dei consumi che abitiamo in un mondo apparentemente in stato di calma. Non che prima ci fosse calma e pace, anzi il regno del caos gestiva la nostra esistenza in lungo e in largo ma in tempi di mascherine e di restrizioni domiciliari, sono nate le aggravanti. Guardare le immagini di città abbandonate, deserte ,è davvero grottesco e surreale. Ma vero…purtroppo vero. I cinque continenti mostrano tutti lo stesso volto: strade vuote e città simili a lande desolate.Tutto si è fermato e tutto si è fermato, per la prima volta, insieme. Paradosso. Gli agglomerati urbani non sono mai stati cosi affollati come adesso: ognuno nella propria casa con la propria famiglia. Non era mai successo che le macchine per abitare funzionassero così a pieno regime con un fabbisogno così alto di energia per farle vivere. Queste macchine per abitare sono fornite di ogni bene di consumo. Insieme alle fonti di sostentamento materiali, potrebbero contenere molte cose immateriali di cui sappiamo poco perché non ci sono indicatori in grado di segnalarle. Per esempio risentimenti, rivendicazioni, rabbia, odio. Sentimenti, stati d’animo fino ad ora mostrati con pudore in pubblico e quasi mai collettivamente. Più in generale uno stato di malessere che il coprifuoco di questi giorni tiene nascosto. Vedremo cosa succederà quando le città riprenderanno il ritmo del lavoro e si ritornerà in strada. Il senso di sicurezza che abbiamo rimanendo nelle nostre case, nei nostri appartamenti quanto ancora potrà resistere? La pandemia è un contagio batteriologico virale e mortale se non viene curato con un vaccino. La pandemia ci ha reclusi in casa soprattutto perché non ci sono spazi sufficientemente grandi all’aperto da contenerci tutti, anche se a debita distanza. Nella maggior parte dei grandi agglomerati urbani si costruisce ovunque, le città sono fatte di sole case. Non c’è più il vuoto. È tutto pieno. Chi costruisce deve anche creare spazi liberi per la conservazione del vuoto, affimchè il sovraccarico non ci accechi e il vuoto giovi al nostro ristoro. Una volta terminata la quarantena…

7 pensieri riguardo “Quell’apparente stato di calma

  1. Saranno tempi più lunghi di quanto ci possiamo immaginare.
    La lenta riapertura inizierà a maggio, in modo molto graduale, ma la mancanza di un vaccino ci farà convivere a lungo con mascherine e con distanze umane a mio parere insopportabili.

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  2. Stamattina ho letto che alcuni anziani si sono tolti la vita perchè non potevano più vedere i nipoti o gli amici di bocce. Credo che nessuno abbia pensato a questi risvolti e non è stato dato alcun supporto a coloro che sono rimasti isolati a casa e hanno un’ètà in cui il web non costituisce una risorsa. Credo che dopo la pandemia questa pace strana che si respira in giro diventerà caos di nuovo. Anche perchè credo che chi soffra di più di questa chiusura dopo non riuscirà più a rimanere a casa un attimo, io per prima ovviamente.

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        1. Sono reazioni che vediamo quotidianamente. Gente che esce lo stesso di casa, che non rispetta le buone norme di comportamento e tanto altro ancora. Per uscirne fuori ci vorranno molti mesi di apparente stato di calma.

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          1. Qui tutti a zappare la terra, a togliere erbacce, potare alberi fuori stagione e sfamare mici, di cui non si son mai preoccupati. Si cercano tutte le scuse più banali per uscire di casa. Eppure sanno benissimo che non ci si può spostare neanche per fare l’orto. Eppure son tutti qua a far barbecue e lavoretti di giardinaggio. 😒

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