18 ottobre 1974

Como. Renzo Pugina, rappresentante di commercio di 37 anni, si apprestava a rientrare nella propria casa quando si accorse che un viale solitamente immerso nell’oscurità mostrava un insolito chiarore. Il viale si trovava tra due muri e sulla sommità di una scaletta il Pugina scorse un individuo di piccole dimensioni, alto circa un metro e trenta e circonato da una luce diffusa. Il misterioso personaggio mostrava al testimone il suo fianco sinistro.
La testa dell’essere sembrava nascosta da un casco con una visiera trasparente. Pugina riuscì a intravedere le fattezze del volto dall’aspetto umano con occhi di tipo mongolo. Il busto era ricoperto per metà da una tuta a scaglie apparentemente metallica che emetteva una leggera luminosità. L’essere, privo di arti inferiori aveva al loro posto un grosso tubo liscio e leggermente conico collegato perpendicolarmente ad un’altro tubo di diametro inferiore ma lungo quanto due braccia aperte e posto a pochi centimetri dal suolo. Quasi nella parte finale, si trovava, in posizione orizzontale (come se fosse in equilibrio), un disco dalle dimensioni di una ruota di bicicletta, che aveva la forma di una calotta nella parte superiore. Apparentemente, non esisteva alcun contatto fra il “tubo” ed il “disco”. Appena passato lo stupore iniziale il Pugina sali qualche scalino immobilizzandosi appena l’essere si girò verso di lui con un movimento meccanico. L’essere puntò verso il Pugina un congegno che teneva stretto nella mano destra simile a una torcia elettrica di cui il testimone vide il lumicino. Poco dopo Pugina si trovo’ “immobilizzato“: riusci’ pero’ ad infilare una mano in tasca ed a toccare un mazzo di chiavi, al cui contatto il testimone riusci’ a compiere ancora qualche passo verso l’essere, pronunciando solo una parola, “Marte“. A questo punto, la creatura fece una “smorfia di disappunto” e si alzo’ a circa un metro da terra, emettendo un ronzio. Quindi si allontano’, volando alla stessa altezza, lungo il viale della Villa vicino a cui si trovava: in fondo alla stradina, sali’ di quota aumentando la velocita’ e disoolvendosi in una luminosita’. Il Pugina rimase molto impressionato dall’esperianza. Sul luogo dell’avvistamento rimase, per 3/4 giorni, una “macchia” inodore non umida ne’ grassa, che, almeno inizialmente, continuava ad espandersi. Sul caso, conosciuto nella provincia di Como, non esistono in pratica inchieste, l’unica è stata esperita a 20 anni di distanza dai fatti narrati dal testimone ma è limitata a una semplice intervista. Il riassunto che compare sul sito UFO.it si basa su quanto riportato dai giornali locali.


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