Lupercalla e San Valentino

Da qualche ora c’è chi ha finito di festeggiare la ricorrenza di San Valentino, tra baci, abbracci, carezze, attività sessuale…ecc. Ma di questa festività rifatta e ricostruita in onore del businness e della superficialità si è perduta la memoria quando ancora i riti pagani impregnavano l’Europa delle loro preghiere e dei loro avvenimenti. Tra il 753 e il 509 a.C. i romani hanno sempre festeggiato le odi a Lupercalla (tra il 14 e il 15 febbraio). La festa si svolgeva tra cerimonie di purificazione e riti propiziatori di fecondazione simbolica. Uno strano rituale, indubbiamente, che può essere compreso solo se interpretato come atto propiziatorio di fecondazione, naturalmente in senso simbolico. Lupercalla era la festa in onore del dio Fauno nella sua accezione di Luperco (in latino Lupercus), cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. er le vie di Roma gli uomini inseguivano le giovani con fruste di pelle di capra, per propiziarne la fertilità. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo.Nel V secolo d. C. la festa di Lupercalla continuava in epoca cristiana ma el 495 d. C. il papa Gelasio I abolì ogni festeggiamento pagano e i cristiani di allora, molti dei quali ex-pagani convertiti al cristianesimo si domandavano come poteva essere sostituita la festa che per secoli fu tradizionalmente tra le piu’ conosciute e tra le piu’ frequentate in termini di accoppiamento tra maschi e femmine. Ebbene nel 496 d.C. papa Gelasio disse: “Possiamo dire che 200 anni fa è morto il vescovo di Terni, Valentino, di cui nessuno ha scritto fin’ora le sue gesta. Se diciamo invece che Valentino è morto il 14 febbraio per mano dei pagani e istituiamo la sua festa patronale, possiamo porre fine ai costumi pagani sessuali e dargli un’aria piu’ casta per uno che sposava in segreto i giovani le cui famiglie ne trastavano l’amore.” San Valentino, vescovo di Terni era solito sposare anche donne cristiane con uomini pagani e spesso di famiglia romana. Oggi, 14 febbraio 2020: “Buon San Valentino, amore.” Fiori, cioccolatini, cenetta ristorante al lume di candela e poi…”

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4 risposte a "Lupercalla e San Valentino"

  1. E poi… non resta nient’altro se il sentimento non è vero!
    Ricordarsi del proprio lui o della propria lei in un giorno prestabilito è assurdo. Meglio un fiore o un cioccolatino un giorno all’improvviso. Quello sì che è dato con il cuore!

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  2. In famiglia non festeggiamo S. Valentino, siamo entrambi allergici alle feste “imposte” dal consumismo.

    Che poi… ci sono femminicidi quasi ogni giorno, celebrare S. Valentino (così come la festa della donna) mi sembra proprio ipocrisia.

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