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Tempi arroganti

“Il mite non apre mai il fuoco, ma quando lo fanno i protervi lo sa attraversare.” Una citazione di Norberto Bobbio. E’ indubbio che la mitezza è il contrario dell’arroganza. L’arroganza di questi tempi da invasioni barbare e di sfrontatezza gratuita è intesa come un’ opinione esagerata dei propri meriti e che giustifica la sopraffazione. Ma c’è la protervia che è quell’arroganza gratuita e sfrontata che non trovi confini. Viviamo tutto dentro a questa grande bolla quotidiana dove troviamo la mitezza che è abuso di potenza e concretamente esercitata e sull’altra sponda c’è l’arroganza che fa abuso di potere e purtroppo viene esercitata troppo concretamente. L’arrogante fa bella mostra di sè e se potesse ti schiaccerebbe con un solo dito. Il mite invece è colui che lascia lascia essere l’altro quello che è… Il mite abbatte l’arroganza con il solo silenzio. Avete mai visto una persona mite aprire il fuoco su una persona arrogante? Io mai perchè mi riconosco come persona mite ma essendo tale non mi lascio bruciare dai loro lanciafiamme anzi attraverso il fuoco senza bruciarmi. Non altero i sentimenti, essi rimangono intatti e mantengo la mia disponibilità e la mia compostezza. Agli arroganti questo non piace perchè è contro la loro “eccellenza” che sfoggiano davanti alle telecamere o seduti su una poltrona a pontificare chiunque passi sotto il loro scranno. Ho classificato gli arroganti in tre distinti gruppi: Il protervo mediatico è colui che dietro ad una disgrazia o ad un fatto di cronaca pesante (vedi la morte di Desirée) riesce a spettacolarizzare la sua immagine ostentadone le forme e le dimensioni del suo arrivismo. Vogliamo parlare di Donald Trump? Il prepotente globale. Da due anni abita alla Casa Bianca ed è il paladino ed il motore di tutti i protervi che guidano tutti gli stati. Dulcis in fundo c’è l’arrogante locale che blatera di supremazia, superiorità e che si  arroga il diritto di parlare in nome del popolo ma che esclude automaticamente chi non fa parte del suo popolo. Tempi durissimi per i miti che anche la Bibbia cita: “beati i miti che erediteranno la terra” anche se sarà necessario difendersi dagli arroganti dimenticandosi di porgere l’altra guancia. Il mite non è un buonista e non è un debole. Il mite sa conquistare i territori dell’arroganza con meticolosa precisione chilometro dopo chilometro. Per essere miti nel terzo millennio necessitano i super poteri dei personaggi della Marvel; l’arroganza è viscida e si trova ad ogni angolo delle strade e cola dai muri e dai tetti esce dai televisori e spesso anche dalla rete nei social ma a combatterla ci sono i miti e la loro granitica convinzione di lottatori.

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