Una fiaba esoterica

La storia di Pinocchio la conosciamo tutti per come ci è stata raccontata e per quanto noi abbiamo potuto comprendere da quelle parole che cosa voleva essere questo burattino di legno, nato da un tronco di albero per opera di un mastro chiamato Geppetto. I personaggi che hanno fatto da cornice e da interpreti nella fiaba di Carlo Collodi (massone) rispecchiano insieme al protagonista principale formule e principi di esoterismo. Tutto questo agli occhi di una persona che non ha ricevuto un iniziazione può sembrare ridicolo ma le verità sono nascosto sempre sotto la punta dell’iceberg. Pinocchio inizia il suo viaggio come uno pezzo grezzo di legno e cercherà di smussare i suoi bordi per diventare finalmente un “bambino vero”. Nulla gli è regalato. Un processo interno-alchemico deve avvenire dentro di lui in modo da essere degno di ricevere l’illuminazione. Egli deve passare attraverso la vita, la sua lotta contro le tentazioni, e, usando la sua coscienza (impersonata da Grillo Parlante), trovare la strada giusta. Mastro Geppetto rappresenta l’intagliatore italiano e il demiurgo ovvero il “creatore e artigiano” (dal greco). La casa di Geppetto è piena di orologi costruiti da lui, che, come forse già sapete, vengono utilizzati per misurare il tempo, uno dei grandi limiti del piano fisico. Dopo aver creato la marionetta, Geppetto si rende conto che ha bisogno dell’aiuto del “Grande Dio” , per dare la scintilla divina necessaria per far vivere Pinocchio come un bambino normale (rito di inizializzazione alla maturità) . Un altro personaggio importantissimo nella fiaba è la Fata Turchina che raffigura il Grande Dio che scende sulla Terra e che conferisce a Pinocchio la scintilla della Mente Universale.. Pinocchio va a scuola e l’atto rappresenta la conoscenza ma sulla strada incontra il Gatto e la Volpe che non sono niente di meno che la tentazione e che indicano a Pinocchio la via piu’ breve per raggiungere il successo (lo spettacolo). Il burattino non da retta alla sua coscienza bensì alla tentazione ed arriva dal Mangiafuoco che lo usa come burattino e sul palcoscenico Pinocchio viene a conoscenza dei meccanismi della strada facile: successo, fama, gloria. La sua “anima” è in vendita perchè Mangiafuoco lo rinchiude in una gabbia. Ad un tratto il Grillo parlante si affaccia a Pinocchio (la sua coscienza) e gli suggerisce di scappare da quel posto infausto e sulla strada del ritorno incontra nuovamente la volpe che lo tenta un’altra volta invitandolo a visitare il paese dei balocchi dove Pinocchio troverà e conoscerà ignoranza, della ricerca della gratificazione immediata e della soddisfazione dei piu’ bassi impulsi della propria vita. Il processo verso l’iniziazione non finisce qui perchè Pinocchio affronta altri tre step che sono Lucignolo, il bambino che lo induce a seguirlo nella sua vita di dissoluzione. Lucignolo rapprsenta Lucifero, il falso portatore di luce. I bambini che si lasciano trasportare dai giochi vengono trasformati in asini che il cocchiere utilizzerà per farli lavorare in miniera. Rappresentazione della massa ignorante. Anche Pinocchio sta per trasformarsi in asino, la scena raffigura in termini esoterici che egli è piu’ vicino alla sua natura materiale che spirituale. Pinocchio torna a casa per unirsi con suo padre, ma la casa è vuota. Egli scopre che Geppetto è stato inghiottito da una balena gigante. Il burattino si getta in acqua e viene lui stesso ingoiato dalla balena al fine di trovare il suo Creatore. Questa è la sua iniziazione finale, dove il suo compito è quello di fuggire dalla vita ignorante (simboleggiata dal ventre della balena gigante) e guadagnarsi la luce spirituale. Ancora una volta, Carlo Collodi è stato fortemente ispirato da una storia classica dell’iniziazione spirituale: il Libro di Giona, presente nell’Antico Testamento. La storia del profeta Giona ingoiato dalla balena viene studiato anche nelle scuole misteriche. Il ciclo è completato. Pinocchio ha attraversato le difficoltà dell’iniziazione ed è uscito dal buio dell’ignoranza. Egli emerge dalla tomba risorto, come Gesù Cristo. Ora è un «bambino vero», un uomo illuminato che ha rotto le catene della vita materiale per abbracciare il suo io superiore.

6 pensieri su “Una fiaba esoterica”

  1. Personalmente non ci vedo nulla di male, in questa chiave di lettura.
    La ricerca di un miglioramento, di un riscatto fisico e morale, è degno di approvazione ed il lieto fine – tipico fiabesco – lo vedo come un messaggio di speranza.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.