Alla ricerca della leggenda

Come nascono le leggende metropolitane? In passato le leggende nascevano dove il livello di irrazionalità era abbastanza diffuso e tali leggende nascevano come deterrente portatore di razionalità e per dare una certa informazione a chi ne aveva bisogno. Sotto questo aspetto, oggi, non è cambiato quasi nulla, e lo dimostrano le leggende stesse che sono parte integrante del folklore moderno. L’essere umano è sempre alla continua e costante ricerca di una spiegazione, di una specifica risposta a fatti che non trova egli stesso una risposta logica. Va bene tutto, anche il fantasma del castello oppure l uomo nero nell’armadio, pur che si verifichi qualcosa di inspiegabile e quindi che si possa raccontare in giro come “diverso” dalla solita solfa quotidiana. La base narrativa alla quale si attinge la leggenda metropolitana sono gli stereotipi e i pregiudizi. Ho un ricordo molto nitido era il 1989 e in Italia entrò in vigore la legge che ogni automobilista era obbligato ad allacciare le cinture di sicurezza. Ecco che di contrapposto nacque a Napoli la t-shirt con stampata la cintura di sicurezza. Quotidiani, periodici, telegiornali sono caduti nella trappola e hanno pubblicizzato le fantomatiche magliette, come dimostrazione della brillante creatività partenopea. Il suo scopo era quello di studiare la diffusione di una voce messa in circuito e la sua velocità di trasmissione; nonostante il suo “creatore” abbia più volte sottolineato che si trattava di un esperimento, sono tutt’oggi molti che considerano il fatto reale. L’esperimento della maglietta di sicurezza convalida l’idea che ad alimentare le leggende urbane è la tendenza a valorizzare ciò che è in linea con le nostre aspettative sociali e con il nostro sistema di credenze e pregiudizi. La leggenda della t-shirt è solo una delle numerose leggende metropolitane che si sono diffuse a macchia d’olio nel nostro Paese; l’Italia è il Paese del “passaparola”; un sistema infallibile per creare pregiudizi e dicerie. Ormai è noto come sia più convincente il messaggio giunto da un nostro amico o da un conoscente piuttosto che da uno spot pubblicitario tradizionale. Nel primo caso, infatti, la persona che riceve l’informazione è più disponibile psicologicamente ad accettarla essendo sicura che non esiste alcun interesse economico personale nascosto. Le leggende si chiamano metropolitane perchè nelle grandi città si diffondono molto piu’ velocemente attraverso tantissimi e svariatissimi canali di “distribuzione”: scuole, locali pubblici, luoghi di ritrovo e di socializzazione, ecc. e quando il messaggio fa ritorno alla persona che lo ha creato, allora quell’invenzione, quella teoria, quel racconto diventa realtà, notizia certa anche se verosimilmente quella notizia è solo un fake prodotto dall’uso sconsiderato della comunicazione e non dimentichiamo la fantasia che è il sale della leggenda metropolitana.

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