Ma cos’è questa strategia?

Ancora oggi si parla di strategia della tensione; un termine che era in uso sul finire degli anni ’70, primi anni ’80. Questa strategia è rimasto ancora un mistero irrisolto perchè molteplici furono le cause che crearono nel nostro Paese quel periodo oscuro chiamato “anni di piombo”. Il disordine sociale, l’instabilità, la minaccia e il terrore sono i mezzi con cui, dietro le quinte del potere, per anni, un coacervo di forze – spesso in antitesi e in competizione tra loro – ha giocato una partita di morte dai contorni ancora in gran parte da definire. In primis troviamo i servizi segreti italiani che racchiudono forse politiche e militari di un certo rango e poi il mistero delle grandi logge segrete, il golpismo di estrema destra e le strutture armate occulte come “Gladio“. Una vera e propria Strategia della Tensione comincia a delinearsi in Italia, almeno nei suoi aspetti teorici, nella prima metà degli anni Sessanta che va a sfociare nel ’68 italiano con le lotte studentesche per poi passare al periodo delle “bombe dentro“; gli anni orribili dello stragismo piu’ forsennato. La Strategia della Tensione, quindi com un’ apparato perfettamente intercambiabile di uomini – per lo più servitori dello Stato ed i loro seguaci – al servizio di un’idea precisa: la conservazione del potere rispetto a qualsiasi forma di cambiamento. Un periodo costellato di episodi dubbi, sordidi, in cui il tentativo di reprimere i movimenti di contestazione si è realizzato attraverso una serie di stragi e di morti, e attraverso il ricorso sistematico alla repressione violenta e indiscriminata. Alcune parti del movimento nel corso di questi anni si sono dati alla lotta armata in clandestinità, mettendo a segno a loro volta attentati e azioni terroristiche, contribuendo a rendere fortemente conflittuali e sempre più complesse le dinamiche degli “opposti estremismi”.