Le classi karmike

Ho effettuato una piccola ricerca sul karma e sul libero arbitrio. Gira e rigira mi sono trovato forse a scoprire l’acqua calda ma spesso anche l’acqua calda non è proprio cosi calda. In un post dello scorso anno abbiamo illustrato l’argomento karma ma non abbastanza in profondità e quindi ritenevo interessante illustarvi un breve percorso molto semplice nella sua concettualità. Il karma che tutti conosciamo è scomposto in tre sezioni o classi. La prima classe è quella che riguarda il karma cosiddetto “accumulato” che è il karma accumulato nelle vite precedenti. Esso rappresenta dunque tutto il karma accumulato, che non si equilibrerà in una sola incarnazione, ma nel corso di tante esistenze. Nella seconda classe troviamo Karma “maturo o incominciato”: è quel karma che dobbiamo esaurire nella vita attuale, E’ quello che ordinariamente chiamiamo fato o destino e dulcisis in fundo c’è la terza classe quella che appartiene al karma cosiddetto “formato” oppure “in formazione” che è inerente alla vita che conduciamo in questo momento e che varia in base al nostro comportamento: negativo o positivo. Però c’è qualcosa che non vogliamo trascurare perchè è profondamente legato alla questione karmika, è il libero arbitrio. In primo luogo dobbiamo sapere che benché tutti gli uomini ne siano dotati, non tutti lo usano. Il libero arbitrio è la capacità di agire nella direzione desiderata, volontariamente e indipendentemente da influenze avverse, siano esse di natura esterna o interna a noi stessi. Il più delle volte infatti, quando crediamo di fare qualcosa volontariamente, con i nostri mezzi, in realtà sono le forze meccaniche della nostra personalità, le sue tendenze e i suoi desideri, che agiscono, condizionando la nostra azione e lasciando la nostra volontà sospesa nell’oscurità. L’uomo possiede, dunque, grazie al libero arbitrio, la possibilità di cambiare direzione e la capacità di non lasciarsi trascinare dai propri impulsi, dai propri desideri o anche dai propri pensieri. L’uomo è in grado di cambiare tutto, con un atto di volontà chiara e decisa e può riuscirci grazie alla libertà che possiede. E’ questione di chimica tra il karma e il libero arbitrio ma chi ha il potere di di gestire questo è l uomo stesso che grazie al suo comportamento, può far cambiare volontariamente il corso della sua vita; dominando se stesso o essere dominato.

Aveva ragione Celestino

Molti anni fa acquistai il libro “La profezia di Celestino” di un certo (allora sconosciuto) James Redfield e successivamente qualche tempo dopo nelle sale cinematografiche uscì anche un discreto film. Studiai a lungo quel libro, credo di averlo letto almeno cinque volte e non so quanti uniposca ho consumato per mettere in evidenza tutto ciò che poteva interessarmi di quel libro. Era il 1993, l’anno di apertura o per meglio dire della riapertura del movimento new age. Le illuminazioni; ecco il raggio traente che mi ha letteralmente catturato proprio perchè questi dieci punti (successivamente diventati 12) hanno fatto da punto cardine in quel periodo storico per me un pò particolare perchè mi stavo avvicinando alla consapevolezza e chi altri meglio di “Celestino” poteva venirmi incontro per darmi una mano? Cito anche questo: “Nulla avviene per caso. Ciascuno è il riverbero dell’altro nel flusso dell’universo. Quando cresce la tua capacità di osservare crescono anche le tue ali e allora il cielo intero ti appartiene.” Il gnosticismo era la base spirituale del mio incontro con questa cultura prima di quel periodo sconosciuta ma soprattutto inconsapevole della presenza. La presa di coscienza è stata di forte impatto per me perchè acquisii notevole interesse e sopratutto mi applicai a mettere in pratica questo insegnamento. Nulla avviene per caso, avevo bisogno di scoprirlo grazie alla profezia di questo Celestino. Tutto ha un significato ben preciso nella nostra vita. Tassello dopo tassello ho completato il puzzle. Attorno a me mentre prendeva sempre piu’ forma il contenuto del testo di Redfield mentre mi facevo strada attraverso la folta giungla delle successive “illuminazioni” con il mio uniposca, una matita e davanti a me una porta spalancata sul nuovo mondo. Tutta una questione di osservazione, come dice la prima illuminazione, rendermi consapevole che piu’ stavo a guardare e direttamente proporzionale mi mettevo in gioco con ciò che mi circondava: famigliari, amici, colleghi. La profezia di Celestino diceva bene: “Se perseguiremo in uno scopo, l’intuito ci indicherà la via da percorrere e farà in modo che un flusso di coincidenze ci rivelino qual’è la nostra missione.” Touchè.

Tra scienza e fantasia

Esplorare mondi sconosciuti a “ventimila leghe sotto i mari”, fare “il giro del mondo in ottanta giorni” guardandolo dall’alto di una mongolfiera, scendere nei meandri del sottosuolo per un “viaggio al centro della terra“. Sembra impossibile, eppure si può.  Basta prendere tra le mani uno dei volumi di Jules Verne per immergersi in una serie di avventure in cui storie impossibili diventano avventure realizzabili grazie al perfetto connubio di scienza ed invenzione. Jules Verne, il padre della fantascienza-scienza che da sempre affascina coloro che leggono i suoi racconti (sottoscritto compreso). La scienza, la fantasia, le ricerche matematiche, e mettiamoci anche un pizzico di alchimia ed ecco che nasce il comun denominatore dello scrittore francese: l’innovazione nell’immaginario fantascientifico. Che si tratti di breve o lunghe tratte, di posti conosciuti o ignoti, di ambientazioni con sfumature gotiche o di città simbolo del nuovo panorama post-rivoluzionario, tutti i protagonisti delle opere di Verne sono coinvolti, costretti o desiderosi di mettersi in viaggio. Nessuno dei suoi protagonisti si tira indietro anzi si offre volontario per partire verso un’avventura ignota ma che renderà straordinaria la loro vita. Jules Verne possiamo considerarlo un alchimista della scrittura perchè ha saputo raccogliere le contaminazioni piu’ svariate; geografia, cartografia, astronomia, biologia ed anche un pò di quell’esoterico mondo che lo ha sempre accompagnato nelle sue avventure. A questo autore va il merito di aver unito insieme due termini tanto distanti, ma allo stesso tempo talmente vicini da riuscire a creare un unico universo; quello fantascientifico. I romanzi di Verne sono un esempio di come una penna e una pagina bianca possono diventare il miglior mezzo di trasporto per un viaggio che superi i confini geografici e mentali.