Dacci oggi il nostro cibo

Mente sano in corpo sano e cibo sano per una vita sana. Non è lo slogan di qualche campagna pubblicitaria di prodotti alimentari ma è il motto per coloro che non vogliono piu’ assuefarsi e concedersi al cibo industriale: scatolette, scatolette… scatolette. La salute di noi cittadini del mondo non interessa alle grandi aziende produttrici di cibo in scatola o surgelato mentre il mondo si sta trasformando in un gigantesco ospedale ma le oligarchie industriali e i colossi farmaceutici ingrossano le loro tasche. Meno cibo in scatola e piu’ cibo sostenibile e possibilmente a chilometro zero. Noi siamo il cibo che mangiamo e questo un pò fa pensare che se continueremo su questa strada finiremo in pasto alle grandi multinazionali del prodotto chimicamente elaborato e dell’insostenibile. Le codeste società controllano il mercato del settore alimentare e manipolano le masse che acquistano i loro prodotti. Le masse non sono mai libere, e mai lo sono state. Inoltre, se chiedete a qualcuno se lui fa parte della “massa”, costui negherà categoricamente, affermando che “la massa sono gli altri”, buffo, no?
Affermare che la qualità del cibo, al giorno d’oggi, è un incubo velenifero è come sparare sulla croce rossa, quindi non sto parlando nè di quantità nè di qualità alimentare, su cui stiamo commettendo errori madornali, bensì mi interessa proprio l’aspetto più subdolo della vicenda, l’alimentazione come controllo delle masse. Succede in breve che spacciano prodotti surgelati come un placebo che sazia aumentando le vendite ma in effetti il nostro organismo subisce un fortissimo contraccolpo iniziando un processo lento e inesorabile verso il deterioramento. In moltissimi crederanno che sia impossibile una cosa del genere ma invece è quello che sta accadendo e mi fermo a pensare agli additivi, ai conservanti, alle composizioni chimiche che purtroppo le grandi multinazionali abusano per arricchire i prodotti a discapito delle masse oramai stordite che se non trovano una loro strada ben definita rischiano davvero di aggravare le loro condizioni di salute e danneggiandosi per sempre. Non servono le meditazioni trascendentali i corsi di yoga se poi quando si è finito di fare tutto questo ci si ferma al primo fast-food o street-food e ci si affoga di fritti e di quat’altro. Sarebbe piu’ opportuno vincere la pressione delle grandi aziende alimentari togliendo loro la capacità di manipolare anche nel cibo partendo dal coltivare (se ne abbiamo le possibilità) in casa propria prodotti biologici frutta e verdura. Carne e pesce di prima qualità nei mercati rionali e non nelle dispense surgelate delle catene di distribuzione. Le masse possono farcela solo vogliono partendo dal loro piccolo orticello di casa.