Scapoli e ammogliati

Viviamo in un contesto societario, politico ed economico abbastanza demoralizzante e non è di certo un’impresa facile specie per coloro che coltivano ancora un barlume di buon senso, perchè il buon senso l’italiano l’ha venduto al miglior offerente.
L’impressione è quella di trovarsi dentro a un teatrino di burattini, in cui chi tira le fila (e i fili) ha assegnato dei ruoli rigidi e schematici da cui non si può uscire neppure per prendere una boccata d’aria fresca. I nostri politici e i nostri intellettuali, ridotti al rango di capi burattini, sono consapevoli di questo e si limitano a recitare il ruolo che gli compete (o che gli fa comodo, o che gli produce profitto elettorale) senza deviare minimamente dagli stereotipi stabiliti dal teatrino. Si formano inevitabilmente due fazioni contrapposte: la prima capeggiata da Salvini che sarebbe in teoria il ministro degli interni ma tutto fa se non che fare il ministro. Strizzate d’occhio, messaggi sul cellulare, vita mondana a gogo e frasi prese da chissà quale manuale di aforismi del tipo: ” Mi rifiuto di partecipare a quello che si è ridotto a un derby tra fascisti e comunisti”. La demagogia peggiore è quella di dare un’immagine bieca e incivile a coloro che hanno votato Salvini e comunque a tutto il popolo italiano che attende solo verità da un ministro degli interni ma ahimè sono valori che lo stesso Salvini snobba ridendo sotto i baffi per lo sberletto in faccia all’italico stivale e tutti i simboli in esso contenuti.
Dall’altra parte del campo, perchè qua si tratta di giocare un derby, ci ritroviamo dei burattini di altro genere. Nella fattispecie, una variegata e frammentata galassia di centro-sinistra che non riesce ad unirsi su nulla che non sia l’ “anti” qualcosa. Che si tratti del nobile antifascismo, oppure dello sterile antiberlusconismo (ieri) o antisalvinismo (oggi), la totale assenza di coesione come anche di proposte programmatiche e politiche concrete che riescano a contrastare gli effetti socialmente devastanti del capitalismo finanziario non verrà certo compensato dai balletti festosi e meramente celebrativi nelle piazze. Balletti, tweet, sorrisi a 360 gradi risultano solo sterili abbozzi di politica a favore di un Paese che ha bisogno solo di realtà, di concretezze. Della storia l’italiano è stanco, seppur non deve mai dimenticarne la memoria storica che Salvini e i signori del centro-sinistra hanno impomatato e abbellito come un carro allegorico carnevalesco.
Temo che non ci si allontani dalla realtà a definire lo scenario politico attuale come caratterizzato da un derby che ricorda quello tra scapoli e ammogliati.