Questione di contatto

E’ solo questione di contatto e di saper ascoltare le loro vibrazioni. Fermarsi al “non siamo soli nell’universo” diventa un pò troppo riduttivo ed in completa verità anche molto poco corretto. Cerchiamo di guardare oltre il nostro naso. Gli esseri di altri mondi cosa penserebbero di noi? Forse la stessa cosa; che essi non sono soli nell’universo e avrebbero anche l’opportunità di manifestarsi a noi esseri umani nella loro magnifica supremazia perchè evidentemente a loro verrebbe meglio e non è certo “gente” che si perde in chiacchiere. Tranquilli non è fantascienza ma una semplice questione di saper ascoltare ciò che ci vogliono dire. Negli ultimi anni l’ufologia ha incrementato il proprio valore di ricerca sfruttando le capacità di alcuni contattisti, gente comune ma con un innato senso della percezione e grazie a questi si è potuto apprendere alcune nuove teorie secondo le quali certi tipi di esseri alieni provengano da una dimensione parallela, a cui la nostra mente potrebbe accedere solo quando si trova in sonno profondo. Probabilmente nei sogni o forse dentro ai sogni stessi grazie ad un processo di abduction (rapimento). Il contatto avviene in quel preciso istante ma sono secoli che questo avviene e non solo da oggi i popoli di tutto il mondo hanno tramandato, attraverso i testi, la comparsa di misteriosi oggetti volanti nei cieli del nostro pianeta. In alcuni casi essi hanno anche descritto gli incontri con gli occupanti di questi velivoli rappresentandoli a volte come temibili divinità, a volte come esseri innoqui e pacifici. Se dovessimo stare alle regole dettate degli ufologi di vecchia scuola, o peggio dagli scettici, allora la ricerca sulle abductions e sui contatti alieni si bloccherebbe e torneremmo a parlare del caso di Barney e Betty Hill, unico caso di abduction ritenuto “parzialmente credibile” dai cosiddetti esperti del settore. Ma il caso è datato 1961, e nel frattempo sono successe molte cose interessanti. Inoltre, va considerato che gli addotti e i rapiti hanno avuto una esperienza di contatto con gli alieni. Gli ufologi e gli scettici no (tranne rare eccezioni). Personalmente ritengo che le esperienze di contatto siano utilissime per poter fornire una corretta interpretazione di alcuni strani fattori che si ripetono nei casi di interazione tra noi umani e altre razze superiori. In qualsiasi modo avvenga il contatto è d’obbligo in primis lasciare in disparte i preconcetti umani e lo disfattismo scientifico e interagire soltanto con la nostra consapevolezza che ci guiderà laddove nessuno è mai riuscito ad arrivare.