Giorno: 11 aprile 2019

Arcane origini

La pratica divinatoria della lettura dei Tarocchi è ancora oggi molto diffusa ed esercitata. L’origine dei Tarocchi è incerta sebbene esistano diverse teorie sulla loro nascita e la loro provenienza. Opportunamente interrogati, i Tarocchi sarebbero in grado di rivelare vicende e situazioni future con straordinaria precisione.
La chiromante girò tre carte: il prigioniero, il giudice e la forca. A questa vista il cliente, Henry Cuffe, capì che non c’era scampo. Il 13 marzo 1601 Cuffe, segretario del conte di Essex, fu impiccato per tradimento. L’origine dei tarocchi è avvolta nel mistero. Si sa che essi apparvero per la prima volta in Italia e poi in Europa alla fine del XIV secolo, e che la loro introduzione è attribuita ai mercanti arabi e agli zingari. Usati dapprima solo per giocare, alla fine del Settecento assunsero significato divinatorio. Nel 1781, Antoine Court de Gébelin espose la sua teoria, secondo la quale i tarocchi erano un’allegoria della filosofia e della religione egizia, espressa in geroglifici. Il loro nome derivava dall’egiziano e significava “strada reale”. Un secolo dopo, il filosofo francese Eliphas Lévi (pseudonimo di Alphonse Louis Constant), che nutriva un profondo interesse per la magia e l’ occultismo, vide nei tarocchi la chiave per interpretare la cabala, dottrina ebraica esoterica che divenne la base dell’occultismo in Europa. Lévi faceva derivare la parola “tarocchi” dal latino rota, ruota. La sua teoria dei tarocchi come chiave della sapienza fu sviluppata dall’Ordine Ermetico dell’Alba d’Oro, un’associazione esoterica fondata a Londra nel 1888, fra i cui membri c’erano il poeta W. B. Yeats e il satanista Aleister Crowley Mentre i segni dei tarocchi sono sempre gli stessi, il loro disegno varia. Il mazzo è formato da 78 carte, di cui 22 (chiamate “trionfi”) contrassegnate da figure particolari, e 56 divise in quattro semi. Queste ultime sono usate per i comuni giochi, mentre le altre 22 servono per la meditazione e l’arricchimento spirituale; tutte insieme rivelerebbero il passato, il presente e il futuro. I quattro semi sono: spade (picche), riguardanti la sfera dei conflitti e del potere; coppe (cuori), quella delle emozioni e dei desideri; denari (quadri), quella del denaro e dei beni materiali; bastoni (fiori), quella della comunicazione e della crescita. Nel Medioevo i semi rappresentavano anche le classi sociali, nobili, clero, mercanti e contadini, e la lettura delle carte si prestava a lezioni morali. Nell’interpretazione dei tarocchi a fini divinatori, le carte vengono mischiate e disposte in varie “stese”. Si prendono poi in considerazione sia la posizione di ciascuna carta, sia il suo significato simbolico; c’è chi vi presta talmente fede da considerarli addirittura uno strumento valido per comprendere e controllare il proprio cammino attraverso la vita.