Quello spirito giovane

Due giorni fa ci ha lasciato Mark Hollis il cantante dei Talk Talk, gruppo synth-pop inglese degli anni ’80. Ricorderete i cavalli di battaglia come It‘s my life e Such a Shame. Mark Hollis comunque è rimasto un giovane come tanti di quegli anni, anche se ora ha lasciato questa terra ma questo giovane fino a qualche giorno fa era sconosciuto ma dai social ai giornali online ai telegiornali era diventata una delle principali notizie. Non conoscevamo il nome, probabilmente, ma sapevamo tutti chi era. Mark Hollis è stato un pò un personaggio in ombra, troppo in ombra nel campo della musica pop di quegli anni ma era considerato un genio rivoluzionario del synth pop. La stessa rivoluzione che in quegli anni ’80 stava prendendo piede non solo nella musica ma anche nel sociale e nella cultura. Prendiamo il pezzo “Such a Shame” dall’album It’s my life, nelle note di questo brano si potevano ascoltare atmosfere melodiche e romantiche con lo sfoggio dei sintetizzatori, tastiere e batterie elettroniche che potevano anche sembrare un pò degli ammortizzatori di suono. Questi suoni dei Talk Talk e alla scarsa conoscenza della figura di Mark Hollis ci riporta negli anni del benessere diffuso e percepibile si univano le ambizioni e le inquietudini dell’adolescenza con davanti un futuro che stava per spalancarsi, con tutte le sue incognite e le sue improbabilità. Ascoltando Such a shame rivedo quell’estate del 1984 e una discoteca in Liguria. Non c’era la globalizzazione né le iperconnessioni, gli appuntamenti si davano al telefono e i tentativi di disgelo Usa-Urss, nel tripudio reaganista-thatcheriano, dovevano ancora maturare pienamente, il 1989 un anno ancora lontano e impossibile da immaginare. Quello era il tempo della spensieratezza e delle cassette con le “compilation” dei grandi successi. I Talk Talk erano sempre dentro ad ogni compilation e Mark Hollis ripeteva le stesse parole ogni volta che schiacciavamo il tasto play, con quell’aria sorniona e british e particolarmente eccentrico. La sua morte non chiuderà di certo un ciclo musicale come il pop britannico ma i principi di quell’epoca giovane e dallo spirito libero rimarranno sempre indelebilmente nei ricordi.

5 pensieri su “Quello spirito giovane

  1. Porca paletta, io neanche l’avevo sentito in televisione e quindi l’apprendo dal tuo scritto. In realtà non ricordo chi fosse dei due ma apprezzavo sempre la loro musica e Such a shame piaceva molto anche a me, anche se di anni ne avevo 14 e diciamo che in discoteca andavo il pomeriggio con una delle mie migliori amiche del tempo. Bel pezzo Harley! 🙂

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