In un paese normale

In un paese normale c’è chi dovrebbe pagare il conto…” citando un pezzo di un brano musicale di Enrico Ruggeri; ma il conto lo pagano sempre gli altri, cioè noi che lavoriamo, sudiamo, paghiamo ogni genere di tassa piu’ assurda. In un paese normale non esisterebbe un governo come il nostro e le stanze dei bottoni non sarebbero occupate da demagoghi, dilettanti alo sbaraglio, avventurieri, estremisti e similari. I governi precedenti, il governo attuale, ed anche quelli futuri non saranno mai all’altezza di gestire il patrimonio Italia, perchè troppe sono state in passato le bufale proposte agli italiani da coloro che invece dovevano fare qualcosa per cambiare. In un paese normale non esisterebbe un governo che dopo aver detto che ci sarebbero stati miglioramenti o addirittura cambiamenti, si prodiga in una manovra economica degni dei peggiori governi della Repubblica. In un paese normale non ci sarebbero immigrazioni clandestine, ripicche di governo, caste e mini caste di spocchiosi politicanti che occupano la maggior parte del loro tempo a finanziare “società” dedite alla gestione ed all’afflusso di migranti. In un paese normale non ci sarebbe una classe politica che prospera grazie all’accumulo del debito pubblico.
Mentre in tempi più recenti non ha saputo far di meglio che genuflettersi di fronte ai dogmi del capitalismo finanziario, riponendo nel cassetto ogni sforzo finalizzato all’elaborazione di una visione alternativa rispetto all’imperativo categorico del profitto e della riduzione dell’umano a strumento dello stesso. In Italia però tutto questo accade ogni giorno e la connessione tra i cittadini italiani e il governo (non quello ombra) è completamente assente tranne quando nei vari Tg si sente parlare di reddito di cittadinanza, cosa che fa rizzare i peli in testa anche ai piu’ glabri e intonsi italiani.
In un paese normale non sarebbe ammissibile un tale scenario desolante e privo di orizzonti aperti…. ma nel paese di Pinocchio purtroppo si.