Gennaio, tempo di saldi ma di pochi soldi.
La corsa piu’ pazza del mondo è inziata nelle grandi metropoli italiane: Milano, Torino, Roma, Napoli. Tutta la gente corre e corre, c’è un fuggi fuggi generale nei negozi che espongono quel fatidico cartello “Saldi”. Non voglio insegnare nulla a nessuno, tutti sappiamo cosa sono i saldi ma forse non sappiamo cosa ci sta dietro a questa “scenografica” parola. Innanzitutto la statistica dove si parla di cifre. Un italiano su due (47%) ha già deciso a priori di correre nei negozi per acquistare capi di abbigliamento, soprattutto abbigliamento. Questo campione di italiani ha già deciso sempre a priori che deve sborsare circa 120 euro a persona per gli acquisti (280 euro a famiglia). Purtroppo però questo “italiano” non è al corrente che ciò che spenderà in quel negozio è per qualcosa che la casa di produzione di quel capo di abbigliamento ha messo in stoccaggio di magazzino ancora prima dell’arrivo di Babbo Natale ed il cui valore è al di sotto di ogni piu’ ampia aspettativa commerciale; in breve sono quei capi di abbigliamento mai venduti durante la stagione pre-saldi. Habemus Saldi…gridano…
“Bisognerebbe andar prima per negozi per capire il reale sconto e se la merce fosse già presente o se ci si trovi di fronte a fondi di magazzino proposti durante la ‘corsa alle offerte’ . Mi ha confessato una mia vicina di casa che di shopping fa le scarpe a tutti. La corsa all’Eldorado dei grandi saldi di inizio anno è solo una mezza-bufala. Mezza perchè comunque c’è la quantità ma non la qualità e scusate se è poco. Per riagganciarmi ad un post di qualche giorno fa sulla manipolazione mentale è importante tener presente che coloro che praticano saldi prima di esporre il cartello in vetrina ci hanno già riempito la testa di grandi promozioni e diabolici prezzi al ribasso, quasi gratis addirittura. Prezzi da urlo, prezzi senza concorrenza… Un’occhiata al portafoglio e troviamo la scritta… “chiuso per saldi”.