Storia e memoria

Noi siamo ciò che ricordiamo di essere stati.
Credo che cosa migliore non fu mai detta. L’ italiano e la storia, non solo in senso didattico e scolastico ma anche come forma di comprensione delle nostre radici e del passato. Siamo un popolo che fa confusione tra storia e memoria e questo porta ad inevitabili contrasti interni alla nostra società. Il valore della memoria viene prima della storia stessa di un Paese, di una nazione. E’ la memoria storica ragazzi, è questa che non dobbiamo mai dimenticare per un solo secondo della nostra vita.  Senza memoria storica, una comunità rischia di perdere e smarrire il significato e il senso profondo della propria identità culturale e civile. Il filosofo tedesco  Nietzsche in una sua opera, consapevole dell’importanza di essere in grado di percepire il valore del passato e di quanto è avvenuto nella storia umana, ha individuato tre figure fondamentali della memoria: la memoria monumentale quella che si nutre di retorica, la memoria antiquaria, che si compiace di rievocare la grandezza di quanto è stato, ed infine la memoria critica, che è in grado di selezionare e discernere i ricordi in base ad un atteggiamento rivolto a capire la vicenda umana, per come si è sviluppata lungo i secoli. Ebbene miei cari amici, il valore della memoria critica credo sia la piu’ plausibile da applicare soprattutto quando essa è legata a vicende che hanno sconvolto un Paese come nel nostro caso “storico” la seconda guerra mondiale o ancora prima la grande guerra che hanno lasciato cicatrici indelebili nella memoria storica italiana. L’italiano ha perso questa memoria storica, forse perchè troppo tribolato a coltivare il proprio orticello ad innaffiare piante che non cresceranno mai dritte. L’italiano ha un valore inestimabile nel suo animo, una sorta di grande diario spirituale dove  racconta i fatti più pregnanti della vicenda umana: ecco perché la storia diventa la memoria vivente del mondo intero. Non c’è futuro senza memoria.


4 pensieri su “Storia e memoria”

  1. Temo che le nuove generazioni siano sempre più distanti da questa memoria “storica”, un po’ perché non hanno parenti ‘diretti’ che possano loro spiegare quanto accaduto a metà del secolo scorso, un po’ perché è sempre più evidente una sorta di ‘disinteresse’ verso argomenti che non attirano particolarmente le loro attenzioni.
    La scuola non basta. La storia viene visto come nozionismo o come materia scolastica, e non come contributo essenziale alla vita attuale.
    Sono pessimista.

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  2. Mi permetto di dirle che poco ci resta della memoria storica del nostro paese. Nei licei Italiani non vengono insegnati 60 anni di storia italiana, come si fa ad interpretare il nostro presente?

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