Favole stravolte

Viviamo in un momento di grande spessore sociale dove Cappuccetto Rosso è ricercata per aver sbranato il lupo e dove Cenerentola perde entrambi gli stivali mentre esce dalla sala da ballo ma anzichè trovare il principe che glieli riporta il giorno dopo deve comprarseli al mercato. Viviamo in un momento di grande spessore sociale dove i tre porcellini preparano per il pranzo di Natale carne di lupo in umido. E per non parlare poi di Biancaneve che si ritrova contro i sette nani in una rivolta a dir poco simile a quella dei gilet gialli in Francia soltanto perchè in giardino di casa hanno trovato una piantagione di mele avvelenate. Hansel e Gretel che divorano la casetta di marzapane… strega compresa e poi tornano dalla matrigna e la sfrattano da casa. Ironia, demenzialità, metafore; sorrisi ed un pizzico di scherno davanti alle contraddizioni di questa società che vive di tutto e del contrario di tutto. Attori e spettatori si scambiano i posti sul palcoscenico in un miscuglio di ipocrite utopie.  Sorridiamo perchè quando finiranno le favole “stravolte” non avremo piu’ tempo per rimediare e sarà troppo tardi per chiamare i Super eroi della Marvel, già da tempo disoccupati e senza piu’ poteri.