Il mio 2018

Mancano circa 60 minuti e poi nascerà il nuovo anno, il 2019. Questa sera, prima degli auguri finali volevo mostrarvi un pò quello che è stato per me l’anno che sta per chiudersi e quali sono stati i punti cardine del mio 2018 sotto l’aspetto letterario e musicale. Iniziamo dalla musica… La top ten dei brani musicali che ho piu’ apprezzato ed ascoltato nel 2018 e a seguire la top ten dei libri che mi hanno regalato grandissime emozioni.

  • AC/DC – Back in Black (album)
  • U2 – With or without you
  • QUEEN – Made in Heaven (album)
  • IRON MAIDEN – Fear of the dark
  • RAG’N BON MAN – Human
  • LYNYRD SKYNARD – Simple man
  • DEF LEPPARD – Hysteria
  • BOB DYLAN – Knocking on heaven doors
  • ROLLING STONES – Simpaty for the devil
  • SUPERTRAMP – Breakfast in America (album)
    Passiamo adesso alla top ten dei libri che ho letto (anche se il numero è stato superiore a dieci) con piacere. Seguiranno le mie recensioni nei prossimi giorni.
  • I PILASTRI DELLA TERRA – Ken Follett
  • LA COLONNA DI FUOCO – Ken Follett
  • ANGELI E DEMONI – Dan Brown
  • L UOMO DEL LABIRINTO – Donato Carrisi
  • DELITTO CON INGANNO – Franco Matteucci
  • OUTSIDER – Stephen King
  • IL TEMPO DELLA VERITA’ – Glenn Cooper
  • IL GIOCO DEL SUGGERITORE – Donato Carrisi
  • TRE CADAVERI – Raffaele Malavasi
  • IL MORSO DEL DRAGO – Lorenzo Visconti

Un anno davvero interessante per i miei gusti e per le mie scelte sia in campo musicale che letterario. A dire il vero l’elenco sarebbe stato lunghissmo ma questa sera siamo tutti impegnati a festeggiare e ad accogliere il nuovo anno che sta per nascere, quindi a questo punto non mi resta che augurare a tutti voi amici follower i miei piu’ sinceri auguri di BUON 2019!!!!

BUON ANNO!!

L’eterna lotta

L’eterna lotta a colpi di musica continua tra la musica pop e la musica rock. Recentissime ricerche hanno confermato però che nonostante il rock è vivo e continuerà a vivere, il pop gli sta facendo le scarpe da almeno una quindicina di anni grazie ad altri generi musicali che hanno preso il sopravvento, mettendo la freccia e sorpassando il rock sia in termini di investimento che di popolarità. Per fare un ragionamento completo occorre fare un minimo di analisi del contesto. Ahimè da rockettaro nato devo incassare il colpo e sperare in un sorpasso immediato. Noi rockettari non abbassiamo mai la guardia anche se però dobbiamo renderci conto che negli anni ’90 grazie da un lato al britpop e dall’altro alle boy band – che furono un fenomeno mondiale – hanno visto consolidare il pop. I Nirvana ed i Pearl Jam che sono diventati fenomeni pop-grunge americani e chhe hanno celebrato l’avvento di nuovi talenti commerciali e contrattuali. E’ giocoforza che grazie alla rete internet (streaming, download di mp3) l’elevazione all’ennesima potenza della musica pop ha superato i limiti previsti di guardia rendendo tutto piu’ raggiungibile sia dal punto di vista economico che sociale. Il pop sul finire degli anni ’90 ha iniziato a corrodere un pò quello che il rock aveva cosruito e arginato nel tempo ma contemporaneamente il pop è diventato un pò il “discount” dei generi musicali nonostante le produzioni raggiunsero livelli altissimi con band dai nomi importanti quali: Coldplay, Ed Sheeran, Harry Styles e Shawn Mendes. Livelli musicali altissimi nonostante il sottocosto e inversamente proporzionale ai grandi spettacoli dei loro concerti.
E nel frattempo il rock? È vivo e vegeto, come anticipato all’inizio, ma latita e noi rockettari dobbiamo cercarcelo nel sound dei Green Day che hanno tenuto botta fino alla fine degli anni ’10 o dei Foo Fighters e ancora con I Motorhead del compianto Lemmy Kilmister e i sempiterni AC/DC e Iron Maiden, nonostante le sfumature del rock in questo caso diventano hard rock ed heavy metal. Da questo riassunto si evince che il pop ha superato il rock in termini di incassi e di qualità ma saremo noi del rock a sostenere fino in fondo il genere che amiamo e diventare cosi un solido investimento per quelle rock-band che oggi trovano difficoltà oggettive anche nei loro concerti. Certo, sempre ammesso che il rock non punti a diventare un genere musicale per pochi eletti.

L’ uomo del labirinto

L’ uomo del labirinto
Donato Carrisi

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Una ragazza scomparsa e ritrovata. Un uomo senza più nulla da perdere. La caccia al mostro è iniziata…

L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che ­Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. No­no­stante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.

Ho letto tutto ciò che c’era da leggere di Donato Carrisi e mi sono lasciato veramente perdere dalle parole e dalla grande emozione delle vicissitudini create. Sono sempre piu’ convinto che Carrisi si sta davvero mettendo in gioco tra gli autori thriller italiani piu’ importanti. La prova “vivente” di Bruno Genko che continua a sopraffare il male risolvendo casi quasi impossibili come questo di Samantha Andretti imprigionata da ben quindi anni nel “labirinto” del suo rapitore. Un buon intreccio narrativo, un ritmo che non cede mai, il colpo di scena finale che proprio non ti aspetti.
Personaggi molto ben caratterizzati e una storia che cattura fin dalle prime righe, quando la protagonista riappare dopo quindici anni di silenzio. Era stata rapita ed è rimasta nel “labirinto” per quindici lunghissimi anni. Perché all’improvviso è riapparsa? Perché è ancora viva? Perché nessuno è riuscito a trovarla? Leggete il libro e avrete tutte le risposte

Wewelsburg

Durante un viaggio di lavoro in Germania mi fermai con l’auto presa a noleggio all’aeroporto di Dusseldorf, presso una piccola località chiamata Wewelsburg. Avevo bisogno di fermarmi a riposare e sulle strade di quella zona c’erano ovunque cartelli che indicavano un ostello situato in un antico castello che appunto prendeva il nome della località nella quale mi trovavo: Wewelsburg. Quando arrivai davanti a quella maestosa struttura rimase senza parole, quasi come se mi mancasse il fiato. Ero giunto al castello di Welwelsburg che durante la seconda guerra mondiale fu la sede delle S.S. naziste e luogo di culto dell’esoterismo nazista legato al paganesimo e alla religione norrenica ariana. L’ostello, ero sicurissimo si trovava all’interno di un’ala del castello. Le indicazioni parlavano chiaro non mi ero sbagliato. Può capitare che davanti a cotanta bellezza di castello immerso nei boschi, ci si possa anche lasciar prendere dal panico e da fortissime emozioni. La storia non può evitare di narrare le vicende di questo castello dalla inusuale forma triangolare. La punta del castello era rivolta verso nord laddove i nazisti affermavano e attestavano la provenienza della razza ariana. Lasciai tutto e mi fiondai nell’ostello per prenotare una camera in fondo era solo per una notte, l’indomani sarei ripartito per Berlino ma il presentimento era troppo forte legato ad un sentore di devastazione e di terrore cosi decisi di non soggiornare per la notte.  La signora dell’ostello mi consigliò, cosi un piccolo hotel fuori dal centro abitato ma la mia curiosità era piu’ forte del presentimento negativo che aleggiava nel maniero cosi accettai il consiglio della titolare del piccolo dormitorio di recarmi a fare visita alla “stanza del sole nero”. Agghiacciante quel luogo che trasudava esoterismo da ogni mattone. Entrai nella “gruppenfhurersaal” (la stanza del cerchio). Spettrale ma nel contempo interessante, rimasi affascinato dalla precisione architettonica di quella stanza nella quale c’erano dodici colonne ognuna di queste rappresentava i dodici membri eletti dalle SS. Gli iniziati si sedevano nei 12 sedili del castello e facevano riti magici e meditazione,prendevano decisioni sulla sorte del mondo,mentre dei fori al centro del soffitto creavano effetti sonori inquietanti. Rituali e trance avrebbero prodotto una corrente energetica diretta verso nord, il luogo della mitica thule,terra d’origine dei tedeschi ed in questo modo gli iniziati cercavano di controllare le masse. Nel centro della sala un cerchio chiamato “sieg” (vittoria) con dodici raggi di colore nero, chiamato il “sole nero”.  Ritornai all’auto e quando arrivai in fondo al viale che portava all’uscita di Wewelsburg rimasi a guardare ancora per qualche minuto quello spettacolo che da Carlo Magno a Napoleone e fino all’arrivo degli alleati era stato teatro di vicende storiche di spessore accompagnate sempre dal mistero e dalla lucida follia di coloro che l’hanno frequentato.