La banca del male

“E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.” (Henry Ford II)

Non vorrei sembrare agli occhi di voi amici blogger come uno che ripete le solite cose ma date le circostanze nelle quali viviamo noi comuni mortali ritengo sia giusto risvegliare un pò le masse e dare uno scossone ben assestato. Ogni tanto fa anche bene aprire gli occhi non credete anche voi? Trecento anni di occhi chiusi sono troppi quindi è ora di spalancarli. La truffa ai nostri danni però continua e siamo sempre e solo noi a subirne le conseguenze. La truffa del signoraggio bancario sopravvive grazie all’ignoranza delle masse tenuta repressa e segregata nelle celle create dalla stampa e dalla comunicazione manipolatrice. In poche parole strozzinaggio legalizzato bancario e prima vera fonte di guadagni del mondo economico. Vi siete mai chiesti di chi è il denaro? E dove va a pescare il denaro una banca quando deve concedere un prestito? Il debito pubblico in fondo cos’è? Domande che trovano una risposta probabilmente da mille diverse sfumature ma tale rimane la consistenza di questo fenomeno (passatemi il termine) che pervade letteralmente la nostra vita sociale. Il signoraggio è un vero problema, un grosso problema. Troppo semplice da capire per chi pensa di aver capito tutto e troppo complicato per chi invece vorrebbe capire qualcosa e trarne qualche beneficio, seppur in forma limitatissima. Immagianiamo questo: un signore grasso seduto su una sedia d’oro genera dal nulla soldi, denaro, monete. Crea fabbriche, compra e vende squadre di calcio, gestisce il mercato immobiliare  e finanziario. Mentre noi annaspiamo alla ricerca della chimera del nostro-pane-quotidiano c’è chi guadagna stampando moneta spendendola in beni e servizi. Questo grosso e grasso signore dal suo scranno d’oro ci punta il dito contro come nel medioevo quando il signore feudale aveva il diritto di coniare la moneta trattenendo un poco del metallo prezioso usato per coniarla. Insomma, una garanzia ulteriore sul già intrinseco valore del denaro. E ai vassalli non rimanevano nemmeno le briciole. Probabilmente sarà troppo tardi quando capiremo davvero che la banca del male ci avrà portato via tutto anche l’anima.  

11 pensieri su “La banca del male”

  1. Il denaro stesso, a mio avviso, è una truffa… qualcosa di totalmente arbitrario il cui valore viene deciso in virtù di interessi totalmente estranei a quelli dello scambio di bene… chiamami pazza, ma io sono per il baratto…

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    1. Perchè il valore del denaro non è basato sul potere di acquisto di un bene ma su quanto vale il denaro stesso per acquistare quel bene. Lo scambio di un bene deve essere attuato attraverso uno stesso eguale scambio, appunto il baratto.

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  2. Purtroppo chi ha il privilegio della gestione del denaro, non lo abbandona. Probabilmente toccasse a noi faremmo lo stesso. Non è un discorso da risolvere in due parole, ma non è nemmeno giusto pensare di non potersi difendere. Non è corretto dire che il prezzo di un bene non dipende dalla domanda e dall’offerta, anzi. Quanto al baratto, sarebbe la stessa cosa: se per darti due panini io volessi a tua casa?

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    1. Ma il baratto non era sempre diseguale. Se tu mi dai una casa io potrei darti un’altra casa magari piu’ piccola ma sempre casa. Probabilmente toccasse a noi faremmo ugualmente ma dati alla mano non siamo esenti dalle loro nefandezze e ci siamo dentro fino al collo quindi dobbiamo anche sollecitarci a smuovere presto queste torbide acque nelle quale stiamo annegando.

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