Italiani brava gente.
Senza dubbio bravissima gente, a parte qualche “rara” eccezione che come sempre conferma la regola: siamo tanti e siamo un caleidoscopio di stili e di modi di vivere. Italiani, difficili da com-prendere nel senso di “tenere assieme”. L’ Italia è un paese lungo e molto diversificato. Ci sono culture e tradizioni millenarie che hanno un valore inestimabile. Prendiamo ad esempio i dialetti, del cibo che è la vetrina sul mondo, l’arte… Siamo un popolo variegato, multicolor che affonda le radici proprio nei campanili. Quando vado a trovare i miei genitori che abitano in un piccolo centro del nord-ovest della Lombardia spesso assisto a delle vere e proprie “lotte” tra i paesi della provincia, rivalità che risalgono ancora prima del medioevo magari per problemi legati a confini geografici che un tempo non avevano una precisa linea di demarcazione. C’è ancora questo lasciarsi andare a forti contrasti tra le varie località e tra gli abitanti e addirittura tra provincie è ancora presente la rivalità storica. Nell’italico stivale non c’è organizzazione associativa o politica che, quando si tratta di scendere in campo per scegliere un leader, non debba fare i conti con la provenienza territoriale di chi l’ha preceduto. E’ il caso di un sindaco di un piccolo centro sul Lago Maggiore che terminato il suo mandato si ritirò a vita privata, Il successore non ebbe molti consensi tra i cittadini perchè non il neo-eletto sindaco non era di quel paese ma di un piccolo centro adiacente e rivale storico del primo. Immaginate il campanilismo.
L’ Italia solo 150 anni fa trovò la sua unificazione, eppure oggi si fa ancora fatica a pensare che siamo un popolo unito con una vera identità. L’ italiano non accetta ancora oggi quella forza coercitiva che lo indusse ad essere uguale verso tutti gli altri. Aggiungiamoci anche la crisi, il sistema politico, il malcostume che credo in Italia sia al primo posto; tutti fattori, amici miei, che contribuiscono a a rendere questo Paese totalmente privo di una coscienza civica.