Una torrida giornata ad Aguscello

12 Luglio 2016.
Ero in tour nell’Emilia e Romagna e dopo aver visitato la città estense di Ferrara, mi sono spostato nell’entroterra nel piccolo centro di Aguscello. Sapevo da alcuni amici che c’erano già passati prima di me, che in quel centro disperso nell’immensa e sconfinata pianura ferrarese avrei trovato qualcosa di interessante. Come avrei potuto non fermarmi?  La giornata era caldissima non c’era aria. Alloggiavo in un piccolo hotel alle porte di Ferrara ma la mia meta era Aguscello.
Il nome Aguscello probabilmente non vi suggerisce nulla tantomeno a me fino a poco prima che ci mettessi piede. Occultismo e leggende ma forse piu’ che leggende la vera storia di un ex ospedale psichiatrico. Una storia che si perde nell’Italia fascista degli anni ’40, e le uniche notizie certe sono che l’ospedale venne utilizzato fino al 1970. Dopo di che venne completamente lasciato all’abbandono piu’ totale. Da quel momento l’edificio, fu teatro di messe nere, sedute spiritiche e altri riti occulti. Secondo la tradizione orale quello che avvenne durante i 30 anni di attività del manicomio fu orribile: la struttura era gestita da suore e persone di chiesa che poco o nulla avevano a che fare con la carità cristiana, e i piccoli venivano sottoposti a torture, sperimentazioni e metodi che lasciavano poco scampo alle misere forze di bambini malati. Tralascio il dettaglio che mi raccontò una signora di Aguscello sulla fossa comune trovata durante lo smantellamento.Orribile.
Vi garantisco che l’atmosfera che si respira dentro a questo ex ospedale psichiatrico è davvero pesante, quasi soffocante. La signora “Nina” (per rispetto della privacy utilizzo un nome casuale) mi raccontò la vera storia di Filippo Erni, suo pro-nipote che era ricoverato in quell’ospedale.  Filippo avrebbe ucciso alcuni suoi compagni dell’istituto, e sarebbe stato quindi imprigionato in una stanza nel piano più alto dell’edificio. L’insopportabile prigionia lo costrinse a tentare la fuga gettandosi dalla finestra, trovando la morte sul pavimento esterno dell’edificio. In tanti sostengono che durante la notte si possano sentire i suoi piccoli e agili passi fra le stanze e i cortili desolati dell’ospedale, mentre altri sostengono che il bambino biondo di 12 anni faccia addirittura girare la giostrina che si trova nella cappella adiacente lo stabile centrale. L’ultima discussa leggenda che si conosce di Aguscello è quella relativa alla sua improvvisa chiusura. La storia più diffusa è che un incendio, appiccato probabilmente da un paziente o da una persona che mal sopportava i trattamenti riservati ai bambini, abbia distrutto l’edificio, lasciandolo nello stato odierno, ma ad oggi non sono visibili tracce di fuoco o fuliggine, quindi rimane un punto interrogativo su questa vicenda. L’ospedale sarebbe poi stato distrutto e smantellato per occultare prove e testimonianze di quanto successo nei 30 anni di funzionamento della struttura. La signora Nina ricordo che mi raccontò questa storia con lacrime e rabbia e prima di congedarmi da lei mi domandò con aria supplichevole di ritornare ad Aguscello perchè la mia presenza avrebbe potuto ridarle un pò di speranza e di conforto. Tornai ad Aguscello l’anno successivo ma la signora Nina lasciò lieve questa terra qualche giorno prima del mio arrivo.

9 pensieri riguardo “Una torrida giornata ad Aguscello

  1. E’ sempre interessante leggerti. Quando ti leggo mi accade che è come se immaginassi la scena. E’ un po’ strano lo so. Cioè tipo, il voler sentire le parole della Signora Nina. Come ti ho già detto anche io sono particolarmente sensibile a questo argomento e in più sono una persona curiosa. Molto tenero il modo con cui hai descritto il passaggio di questa donna dalla terra.

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