Scene di un film visto e rivisto.  Scene che non dovrebbero piu’ fare testo eppure ogni volta che le guardiamo attraverso il tubo o in Tv, suscitano sempre un grande sconforto. Tristezza infinita. Sto parlando del Parlamento italiano che si sta sempre piu’ svuotando di persone, di leggi e di vita. L’aula di Montecitorio dovrebbe essere brulicante di menti eccelse che si danno da fare per il bene del Paese ma se la fuga dei cervelli è inopinabile lo è altresi la presenza di teste di (beep) che rimangono a scaldare i banchi. Con il governo del trio Conte-Di Maio-Salvini solo dieci sedute al mese e leggete un pò… solamente due provvedimenti di legge. I corridoi di Montecitorio risuonano a vuoto, l’inoperosità del Parlamento italiano fa eco. Ed ecco che si ripresenta l’ipocrisia, questa volta vestita per l’occasione da quel movimento politico che prima di inserdiarsi al governo disse che “apriremo i Palazzi come scatolette di tonno“. Le scatolette di tonno sono rimaste chiuse forse non hanno trovato l’apriscatole. Il taglio dei vitalizi ai parlamentari è solo una scenetta ironica e satirica ma è la legge stessa che lascia il tempo che trova. Piu’ vitalizi = aula vuota. Direttamente proporzionale signori e signore non c’è altra spiegazione.
Ah dimenticavo che in epoca romana laddove oggi sorge Montecitorio, venivano cremati i corpi degli imperatori. Oggi mal che può andare si sente puzza di bruciato: sono i falò della politica.