Lasciatemi cucinare… sono un italiano

“Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè…” cantava Fred Bongusto (il cognome non era per caso). Oggi le abitudini culinarie di noi italiani sono completamente cambiate ma la tanto amata dieta mediterranea che è alla base di ogni piatto portato sulle tavole del Bel Paese rimane sempre la capostipite dell’arte culinaria tricolore. L’ Italia è al primo posto nel mondo per la cucina e su questo tutti ci possiamo scommettere senza perdere un centesimo. Si, l’italiano consumatore è molto piu’ attento alle scelte ed alla qualità: controlla le etichette, si informa sui metodi di produzione e l’aspetto piu’ importante sono le materie prime del territorio. L’italiano cosi è sicuro di ciò che sta preparando in cucina. Chilometro zero… biologico, naturale. Sulla tavola appaiono prodotti interessanti e di bell’aspetto sempre freschi. Piu’ green, piu’ etnico e piu’ nutriente ecco cosa ho trovato nella cucina italiana di oggi. Nota stonata. Spesso mi capita di mangiare fuori casa e quasi sempre per impegni di lavoro ma in moltissimi ristoranti non è ancora arrivata l’ondata di “freschezza” che dovrebbe fare di quei posti il must della ristorazione. Il fresco, il genuino è un programma che in certi locali non andrà mai in onda sulle tavole. Il protagonista è il surgelato spesso anche di sottomarca dove la qualità va a farsi benedire e trionfa la quantità, la rapidità nelle esecuzioni a discapito di un servizio scialbo e fatiscente. Sono assolutamente convinto che la cucina e l’arte di cucinare siano entrambe lo specchio di un Paese e della cultura di quel Paese. La cucina tricolare ha radici storiche che vanno dai bizantini, ai romani, greci ed arabi quindi ha una memoria di secoli e non ci sono come gli italiani per saper mettere in tavola un piatto degno della tradizione… ahimè però con capitan Findus o Quattro salti in padella i cuochi vanno a nozze ma si può migliorare, si può e si deve fare molto di piu’ per la cucina italiana; la migliore al mondo. Sono consapevole del fatto che gestire un locale di questi tempi non è semplice e bisogna badare al risparmio e conosco cuochi stellati che fanno spesa al Supergelo perchè hanno le tasche vuote e sono “obbligati” a ricorrere al risparmio ma è Il trionfo del gusto, dei sapori e della freschezza che deve riemergere altrimenti quando andremo all’estero sentiremo cantilenarci: “Italiano? Spaghetti, sofficini Findus...”

Adesso un ammazzacaffè.

11 pensieri riguardo “Lasciatemi cucinare… sono un italiano

  1. La mancanza di tempo è causa del peggioramento non solo nei gusti, ma anche nei contenuti nutrizionali di quanto mangiamo.
    Il cibo veloce, sia fuori casa (panini, fast food, mensa con piatti precotti) sia in casa (surgelati, cibi già pronti) sta impoverendo il nostro palato e la nostra cucina.

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    1. Mangio spesso fuori per lavoro ed in certi locali vedo anche degrado, sporcizia, oltre che servizi fatiscenti e troppo veloci. Bisognerebbe riguardare tutto il comparto della ristorazione italiana, altrimenti facciamo solo brutte figure.

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  2. molti bar in città fanno concorrenza ai ristoranti con prezzi supereconomici, io non li frequento e oltretutto mangio poco fuori casa, ma mi chiedo spesso come facciano a proporre piatti con ingredienti genuini e freschi per 8 euro, primo secondo acqua inclusa…

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  3. Penso anch’io che la varietà che si trova in Italia non esista da nessuna altra parte. Sono d’accordo sulla bassissima qualità di molti ristoranti, purtroppo assai diffusa anche perchè, secondo me (e qui faccio la snob) tantissima gente non sa mangiare.

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