Che bot!

Sono un giramondo del web, instancabile ricercatore dei “miti e misteri”, in ogni forma e dimensione. E’ piu’ forte di me non posso fare altrimenti e cosi facendo mi sono imbattuto in un articolo di panorama.it dove un certo signor Alessandro Orlowsky, esperto di marketing digitale e datadriven,  racconta che i social come Twitter e Facebook siano “la lavatrice delle masse e il pensare comune può essere adulterato con una tastiera” (cit.) Bene! Anzi poco bene perchè se prendiamo l’esempio della propaganda politica sul web, ahimè ci accorgiamo che non è proprio tutto oro quel che luccica. I dati sensibili dei partiti politici italiani che fanno della propaganda (come tutti in fondo i partiti) la loro arma vincente (o perdente), sono controllati da un piccolo software in grado di retwittare e replicare o amplificare tweet, notizie ma anche le classiche bufale: i bot. Questi programmi o algoritmi rigenerano una quantità enorme di dati che la Lega con Salvini o M5S con Di Maio & co. dalla mattina alla sera potrebbero ritrovarsi con una campagna politica propagandistica formata da numeri con molti zeri. La e-democracy, che pompa, passatemi questo termine quantità industriali di dati attraverso questi bot gonfia i social dei partiti  creando un vero data base di elettori fake pronti per le future elezioni. I bot riescono a far passare per buona informazione, quella che in realtà è disinformazione, in breve sono delle fake news belle e buone di cui i partiti ne vanno matti. La propaganda al tempo di internet è questa. Un tempo i bot erano utili per rendere piu’ popolare un politico o un’attore e venivano utilizzati per comprare i follower al fine di rendere ampia la platea di quanto non lo fosse davvero. Un vero palcoscenico. Oggi i bot vengono usati per retwittare e… udite udite… far credere che esistono ampi consensi intorno a certe questioni… delicate. Con l’utilizzo sconsiderato dei bot ciò che è a rischio sono i pilastri su cui si regge la nostra democrazia. Sempre se abbiamo ancora una democrazia indenne dai…bot.

Published by: Massy

Ciao. Mi chiamo Massimiliano, ho 53 anni ed abito in provincia di Varese. Lavoro nel settore informatico-commerciale come libero professionista. Sono un blogger e mi piace leggere libri gialli, thriller, romanzi noir, mi sono sempre reputato un buon lettore e da poco tempo ho intrapreso la strada della scrittura e più precisamente scrivere sceneggiature. Forse in un futuro prossimo anche un libro. Sono speaker e titolare in una radio web: Radio Sole Luna e titolare e speaker di una radio streaming: Radio Onda Network, la passione per la radio la coltivo da moltissimo tempo. Sono tifoso del Genoa e seguo gli sport americani e motoristici. Un'altra mia grande passione è quella sui treni e sulle ferrovie.

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5 pensieri su “Che bot!”

  1. Vero. Strumento per il controllo della massa.
    Massa bovina, tuttavia, perché mi rifiuto di credere che le persone dotate di cervello autonomo si possano lasciar influenzare da messaggi letti su Facebook.

    "Mi piace"

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