Tantricamente parlando

Siamo tutti adulti e vaccinati ma quando si parla di sesso soprattutto nei social e nella blogosfera, spesso si tende ad arrampicarsi sui vetri prima ancora che qualcuno possa commentare o domandare chiarimenti e delucidazioni. Per sfatare questo “tabu'”  voglio parlare del sesso tantrico che sotto certi aspetti è visto come uno strumento per elevare lo spirito fino all unione con il cosmo. La donna, per il tantrismo è al centro dell’universo. Sorrido e  ripenso a quell’amico che mi chiamò al telefono e mi disse “L’ho fatto tantrico“. Una distorta versione de “O’ famo strano?”  Niente di tutto questo ma il mio amico (Giulio) conobbe il suo momento di gloria proprio facendo l’amore con la compagna secondo un preciso rituale, appunto tantrico. Il sesso tantrico si sviluppò in Europa verso la metà degli anni ’70 quando un certo vento di rinnovamento spirituale soffiava sul vecchio continente ma quello che ha fatto breccia nel cuore e nella fantasia degli occidentali fu in paricolar modo la “centralità femminile” e l’idea di una sessualità capace di condurre i due amanti all’estasi.  Il periodo di splendore (non di Giulio) del tantrismo fu tra il VII e il XII secolo poi con l’arrivo dei mori e dell’islam lentamente scomparve all’orizzonte. Lo scandalo, se possiamo chiamarlo cosi, fu quello di porre la donna al centro del piacere fisico ed estatico e non piu’ sottomessa all uomo. Fare l’amore era una grande esperienza mistica il cui soddisfacimento maschile diventava marginale (Giulio non credo che fu d’accordo). La donna, nel tantrismo può concedersi piu’ orgasmi viceversa l uomo deve il piu’ umanamente possibile ritardare attraverso il controllo della respirazione e del tono muscolare. Una tortura (cosi pensò Giulio), una tortura che comunque nasconde una verità. Secondo la dottrina induista e buddhista lo sperma contiene la coscienza mentre l’ovulo la forza creativa. Coscienza + creatività = esplosione dei sensi e risveglio della psiche. Per avviare un adepto al tantrismo il guru maestro accompagnava l’allievo nel percorso di liberazione e vigilava affinchè non potevano insorgere complicazioni. Immaginate questo personaggio che vi sta guardando mentre fate l’amore e vi ammonisce severamente se sbagliate in qualche diciamo…mossa. Oltretutto una volta terminato il da farsi il guru aveva il compito di risvegliare la kundalini che secondo la tradizione induista era raffigurata come un serpente avvolto a spirale intorno alla base della colonna vertebrale. Una volta risvegliato, il serpente si ergeva lungo tutta la spina dorsale salendo fino al cervello (Giulio aveva paura dei serpenti) riattivando le capacità piu’ evolute. Il sesso tantrico trova la sua massima espressione toccando il vertice dell’assoluto unendo creatività e coscienza.

Il guro come terzo incomodo anche no; disse Giulio.

Bones

I meno giovani ma anche i piu’ giovani sicuramente ricorderanno il caso di Emanuela Orlandi la quindicenne scomparsa il 22 giugno del 1983 a Roma e di cui si persero le tracce per piu’ di trent’anni. Figlia di un impiegato del Vaticano e con tutti gli annessi e connessi che fanno parte di coloro che abitano all’interno di quelle antiche mura vaticane. La vicenda di Emanuela Orlandi continuò per anni tra depistaggi, indagini-non indagini, soffiate giornailstiche; coinvolti anche lo IOR, il Banco Ambrosiano e la banda della Magliana. Insomma tutto il “jet-set” del panorama nazionale di quei “ruggenti” anni ’80. Poi il silenzio e per anni la famiglia di Emanuela ha combattuto con tutte le proprie forze per ottenere giustizia ottenendo in cambio solo accomodanti assensi. Tra mille e non meno di mille richieste ecco che per un’assurda alchimia karmica spuntano (si fa per dire) le ossa del bacino di una donna che apparentemente sarebbero state trovate presso l’ufficio della Nunziatura apostolica a Roma. E’ cronaca di questi giorni che un gruppo di operai intenti a sistemare il massetto del pavimento, hanno trovato i resti e alcuni frammenti che presumibilmente apparterebbero a Emanuela Orlandi. La domanda sorge spontanea: perchè tutto questo accanimento mediatico che siano proprio i resti della ragazza scomparsa nel 1983? E poi perchè non attendere gli accertamenti  e gli esami del DNA per darne notizia senza sbavature ne forzature?  In primis non è la prima volta che durante certi lavori di ristrutturazione in edifci antichi emergono alla luce resti umani. In secundis era prassi in passato seppellire i morti sotto i pavimenti delle chiese o nei sotterranei. In summa non ci sono ancora prove tangibili che quei resti appartengono a Emauela Orlandi finchè la magistratura non ha vagliato ogni prova. Non dire gatto se non ce l’hai sacco ma i proverbi spesso sono solo parole di vento come il vento della speranza della famiglia di Emanuela che attende da troppo tempo il luogo dove poter portare un mazzo di fiori.