L’ Italia in Europa è un’ Italia che ha davanti a sè un orizzonte con forti perturbazioni e tempeste. L’ Italia e la UE, l’Unione Europea l’anticamera della fine di tutto per l’italico stivale. Si dice globalizzazione ma si legge impoverimento della società con le relative perdite della sovranità e dell’indipendenza. Un noto personaggio dalla sua casa di Hammamet in Tunisia tirò un grido che attraversò il Mediterraneo fino a raggiungere Roma: con l’Euro l’Italia avrebbe conosciuto la fine. Tant’è che quelle cosiddette vacche grasse che pascolavano beate producendo ottime risorse, si diedero alla macchia e quando tornarono indietro trovarono tabula rasa. Il messaggio era forte e chiaro soltanto che il Bel Paese governato da soggetti oscuri era oramai rassegnato alla tremebonda fine. Bei tempi, si dice… Bei tempi che ci hanno accompagnato per moltissimi anni con il sorriso e quella serenità economica da fare invidia a tutto il mondo. Oggi purtroppo l’abbondanza e la prosperità sono andate via ed hanno preferito migrare dove i pascoli sono piu’ verdi. Mi allaccio giusto per onor di cronaca ad un passaggio della Bibbia dalla Genesi ((Genesi XLI, 1-4) nel quale si legge che dopo sette anni di vacche grasse c’erano altri sette anni di vacche magreIn parole povere, stava a significare che dopo un periodo di abbondanza, sarebbe arrivato un periodo di carestia e miei cari amici, i fatti odierni non danno poi torto al passaggio biblico. Oggi pascolano solo vacche magre e a noi forse rimangono solo qualche briciola e un paio di ossa da rosicchiare.